Mastros, i detenuti-attori conquistano piazza Satta
Il successo della rappresentazione ispirata ai capolavori di Shakespeare L’educatore Pietro Era: «Una chance per riscattarsi e per farsi conoscere»
NUORO. Shakespeare libera sei detenuti di Badu ’e Carros in regime di massima sicurezza. Amleto, fuori dalla scena Vincenzo, è in carcere da vent’anni e ieri grazie al teatro, per la prima volta da quando ha messo piede nella casa circondariale di Badu e Carros, ha potuto assaporare un pizzico di libertà. Quello che non ti aspetti dal carcere è accaduto ieri mattina nell’ambito della manifestazione “Mastros in Nùgoro” tra le quattro mura di piazza Sebastiano Satta, quando Vincenzo, Aldo, Luigi, Bruno, Alessandro e Aldo detenuti “As3” cioè alta pericolosità, hanno recitato — accompagnati dai volontari delle associazioni Caravella e Sesta Opera, liberi e senza nessuna sorveglianza — un estratto dell'opera da loro scritta “Liberami padre. Shakespeare e dintorni” nel cuore della città, piazza Sebastiano Satta.
Non sono semplici detenuti, bensì attori veri e propri della compagnia teatrale stabile “Nuova Jobia” di Badu ’e Carros, la prima nelle carceri dell’isola riconosciuta dal ministero della Giustizia, che nel 2013 grazie a un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale e l’amministrazione penitenziaria, si è trasformata da semplice laboratorio teatrale a compagnia stabile. A crederci più di tutti allora fu Pietro Era, educatore di strada, o per meglio dire di prossimità, per conto dei Servizi sociali del comune di Nuoro che due volte la settimana, il lunedì è il giovedì, in prestito si reca al penitenziario nuorese in qualità di regista, volontario (il sabato), all'occorrenza anche attore e direttore artistico della compagnia teatrale da lui creata.
«La giornata di oggi è sicuramente un sovvertimento culturale — commenta Pietro Era durante la rappresentazione —, sia per i detenuti che scoprono mondi insospettati ai quali viene concessa una chance per riscattarsi agli occhi di un pubblico, sia per i cittadini comuni che hanno la possibilità di entrare in contatto con queste persone fatte di carne e ossa proprio come loro —. Quattro anni fa entrai in carcere perché convinto che attraverso la recitazione, lo studio e l’immedesimazione avrei potuto aiutare concretamente queste persone nel percorso di riabilitazione verso una vita normale e serena. Oggi posso dire di esserne certo».
Ma il teatro è una delle tante attività che con regolarità si svolgono all'interno della casa circondariale nuorese. «Badu ’e Carros è inoltre l’unico istituto in Italia dove grazie alle apparecchiature in dotazione ai detenuti possono essere realizzati Dvd fotografici — aggiunge la direttrice Luisa Pesante —. È fondamentale tenere in attività i detenuti e attrezzarli alla vita fuori dalle mura carcerarie» sottolinea la direttrice di Badu e Carros.
«Crediamo nella rieducazione delle persone carcerate non nella mera e sterile punizione» aggiunge Gianfranco Oppo, Garante dei diritti delle persone private della libertà. Questo pomeriggio, alle ore 17, si terrà il secondo appuntamento dell’iniziativa con i detenuti/attori della compagnia Nuova Jobia, in scena in piazza Sebastiano Satta con letture di testi e poesie che coinvolgeranno il pubblico in una riflessione sui valori fondanti della comunità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
