Sempre più vittime decidono di denunciare
Nell’ultimo decennio, il bullismo ha trovato terreno fertile nel web (cyberbullying), in particolare attraverso i social network, ma il dilagare del fenomeno online non significa che quello...
Nell’ultimo decennio, il bullismo ha trovato terreno fertile nel web (cyberbullying), in particolare attraverso i social network, ma il dilagare del fenomeno online non significa che quello cosiddetto “in presenza” sia un lontano ricordo. Anzi, come dimostrano i fatti recenti, è un problema più che mai presente e su cui non bisogna abbassare la guardia. L’aspetto positivo è che rispetto al passato aumenta il numero delle vittime che decidono di sporgere denuncia o parlarne in famiglia. Da questo punto di vista, la provincia di Nuoro è all’avanguardia in Italia grazie all’attivazione, nel 2007, dell’Osservatorio territoriale sul bullismo, di cui fanno parte questura, cooperativa Lariso, Asl, Comune, Provincia e ministero dell’Istruzione e che è coordinato dal vicequestore Domenico Chierico. L’istituzione ha consentito di monitorare il fenomeno e mettere in campo le strategie per contrastarlo, che consistono soprattutto in corsi di formazione e informazione nelle scuole. Fino qualche anno fa, quando ci si trovava di fronte a un caso di bullismo tra le mura scolastiche, lo si affrontava concentrando l’attenzione su autore e vittima del gesto, ora invece si tende ad agire nel contesto in cui avviene, coinvolgendo l’intera classe o, se è il caso, l’istituto. Se dovesse capitare che i genitori si rivolgono alla polizia per segnalare atti di bullismo ai danni del figlio, per prima cosa viene chiesto loro se ne abbiano già parlato con il dirigente scolastico. In caso contrario, le forze dell’ordine si recano nell’istituto per cercare di capire la gravità e poi decidere se sia opportuno intervenire attraverso l’osservatorio o come questura. È fondamentale riuscire a distinguere una ragazzata da comportamenti che invece possono avere conseguenze gravi. ( f.c.)
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