Alluvione, a Torpé solo spiccioli
Appena 135mila euro per il risarcimento dei danni. Solo 10mila euro alle aziende
A fronte dei quasi 3 milioni e mezzo di euro di danni dichiarati dai privati solo nel comune baroniese, ci sono solo quattro milioni di euro da suddividere, però, tra i 42 centri colpiti dall’alluvione il 18 novembre del 2013. Facile immaginare, quindi, che a Torpè arriveranno solo piccole somme per le imprese e i singoli cittadini che hanno fatto richiesta di risarcimento. Spiccioli, davvero, considerato che ad ogni richiedente non potrà essere assegnato un finanziamento superiore ai 10mila euro anche se i danni, com’è successo nel cantiere dell’imprenditore Orazio Bitti, superano abbondantemente i due milioni di euro.
A Torpè, secondo i calcoli effettuati dall’ufficio tecnico comunale, potrebbero arrivare solo 135mila euro che, ironia della sorte, vanno però eventualmente stornati da altre donazioni. Se infatti un’ impresa o un privato hanno ricevuto soldi dalla Croce Rossa o dai privati, oppure se qualcuno è stato risarcito dalla sua assicurazione stipulata per le calamità naturali, è probabile che non riceva neanche un euro. Paradossale, poi, quanto accade ad un’azienda che prima dell’alluvione dava lavoro a decine di persone. Orazio Bitti, proprietario di un cantiere che estraeva sabbia e ghiaia dal greto del fiume, ha visto in poche ore distrutto il lavoro di una vita. Camion, ruspe, scavatori sono stati infatti sommersi dalle acque e irrimediabilmente rovinati. Un triste spettacolo che chi transita sulla provinciale per Concas può vedere ancora oggi. I danni, periziati da un esperto, ammontano ad oltre due milioni di euro. L’azienda ha chiuso i battenti licenziando tutti i lavoratori ma l’imprenditore non riceverà nulla perché nessun contributo, per legge, può essere concesso a chi, giocoforza, ha dovuto chiudere l’attività. Ma paradossalmente, anche se l’azienda di Orazio Bitti fosse stata ancora in attività, il Comune avrebbe potuto girargli solo 10mila euro, la somma massima stabilità dalla Regione per ogni azienda. Una vera e propria ingiustizia. (s.s.)
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