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Nuoro

Sport, contributi comunali «Ci sono troppe ingiustizie»

Sport, contributi comunali «Ci sono troppe ingiustizie»

La denuncia di Giovanni Gigliotti, titolare dell’omonima associazione sportiva «La maggior parte dei fondi va al calcio e alla pallacanestro. Dimenticato il judo»

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NUORO. Solo spiccioli dal Comune per le associazioni sportive che promuovono sport che non attirano stuoli di tifosi. La maggior parte dei contributi, infatti, di solito è destinata al calcio e alla pallacanestro, mentre le associazioni che si occupano di arti marziali e lotta olimpica devono accontentarsi delle briciole. «Siamo considerati figli di un Dio minore – denuncia Giovanni Gigliotti, titolare dell’associazione sportiva che porta il suo nome – Nella nostra palestra offriamo corsi di judo e di lotta olimpica, tutte discipline olimpiche riconosciute dal Cio e dal Coni. Eppure, ogni volta che presentiamo le richieste per i contributi, finiamo in fondo alla classifica. Nel 2014 abbiamo ottenuto appena 180 euro, altri 100 euro nel 2015 e 268 nel 2016. Cifre ridicole che, tra l’altro, non abbiamo ancora ricevuto». Eppure l’associazione Gigliotti, con i suoi atleti, ha raggiunto risultati ragguardevoli. «La dodicenne Chiara Cossu, al primo trofeo nazionale di Judo di Firenze , si è classificata al primo posto nella categoria esordienti», ricorda Gigliotti. Che sta lanciando nella sua palestra una nuova disciplina, il Sambo, un’arte marziale di origine russa, un metodo di lotta con la quale venivano addestrati i militari dell’Armata Rossa. «È una difesa personale senza armi, uno sport di combattimento che presto sarà inserito dal Cio nei giochi olimpici – continua Gigliotti – Con i nostri atleti abbiamo partecipato di recente ai campionati mondiali che si sono svolti a Socca, in Bulgaria, con risultati eccellenti». Risultati che però richiedono sacrifici, in termini di allenamento e di costi. «Ogni volta che andiamo in trasferta per partecipare alle competizioni, in Italia e all’estero, solo per i viaggi si spendono dai 600 agli 800 euro. Ed è tutto a carico degli atleti e delle loro famiglie. Un contributo più sostanzioso da parte del Comune ci permetrebbe di disputare più gare. Senza dimenticare che sarebbe un incentivo allo sport, fondamentale sopratutto nel periodo di crescita dei bambini». Cosa chiede allora Giovanni Gigliotti all’amministrazione? «Chiedo al Comune un aiuto concreto perché la pratica di uno sport è fondamentale per un ragazzo, anche a livello agonistico, qualunque sport, anche quelli meno conosciuti. È necessario che il Comune riveda i criteri di assegnazione dei contributi. Perché anche il judo è uno sport olimpico. E l’Italia, a Rio 2016, con la medaglia d’oro vinta da Fabio Basile, ha dimostrato di avere una solida tradizione». (g.z.)

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