La Nuova Sardegna

Nuoro

Arrivo di nuovi migranti, Aritzo chiede sicurezza

di Giovanni Melis

Lunedì un consiglio comunale affollato per discutere del Centro di accoglienza Il vice sindaco Meloni: «Ogni decisione sarà vagliata anche dalla popolazione»

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ARITZO. Un consiglio comunale per discutere sui migranti si è tenuto lunedì sera ad Aritzo. L’assemblea, molto partecipata, è stata richiesta da un gruppo di cittadini e promossa, allo stesso tempo, dall’amministrazione comunale per fare il punto sulla situazione. I cittadini hanno interrogato l’amministrazione sulla ventilata ipotesi di aumento dei migranti presenti in paese, sulla questione sicurezza e sul rispetto delle regole da parte degli ospiti. Benchè in paese non vi siano mai stati fenomeni di violenza o intolleranza, i promotori dell’interrogazione si sono chiesti se ci possano essere anche interventi speculativi sulla presenza degli ospiti.

Gli intervenuti hanno anche chiesto quali saranno le misure per assicurare condizioni di sicurezza per i migranti e i cittadini, se sono stati attuati dei controlli sanitari e verifiche sull’utilizzo dei migranti in opere di manovalanza a basso costo.

L’assemblea ha comunque chiarito che agli ospiti quali, «va comunque la massima solidarietà ed assistenza in tutto quanto possibile da parte di tutti gli aritzesi». Il sindaco Gualtiero Mameli e il suo vice Tonio Meloni. E proprio quest’ultimo in un lungo intervento ha un poco chiarito la situazione.

«Premetto che gli aritzesi abbiamo una cultura dell’ospitalità ben radicata – dice Meloni – per via di alcune centinaia di anni di storia che ci ha visti protagonisti sempre all’avanguardia in Sardegna nell’accogliere i forestieri. Da qualche anno ci ritroviamo con un albergo che cambia destinazione d’uso e si trasforma in un centro di accoglienza per immigrati senza che, almeno apparentemente, nessuno dei cittadini aritzesi si lamentasse. E nessuno ha rimostrato intolleranza nei confronti degli immigrati ospiti».

Meloni si è soffermato sulla «accettazione sostanziale della cessione dell’ex asilo Manca-Sulis ad una Cooperativa per l’accoglienza di minori non accompagnati che si è fatto intendere dovessero essere di nazionalità italiana ed invece di italiani non vi è traccia alcuna. Ma può essere di consolazione il fatto che almeno in questo caso ci sia un consistente ritorno in termini di occupazione di giovani aritzesi». Quanto alle proteste sulla notizia che un’altra abitazione dovrebbe ospitare 40 immigrati:un rischio di trasformare il paese in una colonia permanente di accoglienza secondo i cittadini. Meloni ha ricordato la vocazione turistica secolare di Aritzo.

«Occorre rendersi conto che per Aritzo e gli aritzesi – ha aggiunto Meloni – questo fatto determinerebbe una trasformazione culturale, sociale ed economica dagli aspetti devastanti per il futuro del nostro paese. Ogni scelta sarà ponderata e valutata dall’amministrazione sulla base delle esigenze della popolazione locale, fermo lo spirito di accoglienza. Non saranno però tollerati violazioni di legge o di regole».

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