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L’iniziativa “No una de mancu”

di Homar Farina
L’iniziativa “No una de mancu”

Adesione alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

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SINISCOLA. La violenza sulle donne, che spesso sfocia nell’omicidio (123 casi in Italia dall’inizio dell’anno), non è più considerato un problema emergenziale ma un fenomeno strutturale e trasversale della società che affonda le sue radici nella disparità di potere fra i sessi.

È quanto ha maturato la Rete di sensibilizzazione sul tema che ormai raccoglie migliaia di adesioni di singole, associazioni, centri antiviolenza, gruppi e organizzazioni di donne di tutte le età. “No una de mancu” sarà il motto sotto il quale si ritroveranno i manifestanti di Siniscola nella giornata di domani, interamente dedicata ad argomentare sulla delicata questione che attende da tempo un cambio di rotta nelle dinamiche sociali, educative, economiche e comunicative, in una società che ha ancora forti connotazioni maschiliste, allargando il tema alla cosiddetta “violenza di genere”.

Appuntamento alle 10,15 all’ Itcg Luigi Oggiano per il dibattito dal titolo “Stereotipo di genere che sfocia verso la discriminazione e la violenza sulle donne”, dove interverranno Rosalia Brundu del Cpi di Nuoro e Rita Morelli, commissaria della polizia di Siniscola. Alle ore 17 da piazza IV Novembre partirà il corteo che attraversando la cittadina affronterà 8 fermate dove verranno effettuate delle letture con l'accompagnamento musicale di Luciano Sezzi al sax e Federico Ventroni alla chitarra. Conclusione in piazza del Mercato con un flash mob della compagnia di danza Nuova Energia e il concerto dei Save the hammer. La giornata, con dedica rivolta alla 16enne Lucia Perez, brutalmente uccisa in Argentina l’8 ottobre scorso, e alla sarda Anna Doppiu recente vittima di uxoricidio, per le organizzatrici facenti parte del “Gruppo spontaneo donne di Siniscola” ruota attorno al fatto che «la donna – dice una nota – ricopre un ruolo marginale che è conseguenza della società patriarcale che predomina a livello globale e che destina le donne alla discriminazione e alla violazione dei diritti umani nei loro confronti. Parliamo di violenza di genere perché a nostro avviso parlando di violenza sulle donne non considereremo la violenza che subiscono neonate, bambine e ragazze in tutto il mondo, compreso il nostro territorio».

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