Nuovo vertice sulla peste suina La Regione incontra i sindaci
Il Movimento sardo pro territorio contesta gli ultimi interventi normativi della giunta Pigliaru «Non risolvono il problema della regolarizzazione degli allevamenti dei suini non registrati»
NUORO. «L’ultima delibera, il decreto e le direttive emanate dalla giunta regionale sarda non risolvono il problema della regolarizzazione degli allevamenti dei suini non registrati e allevati allo stato brado nelle terre gravate da uso civico». Il coordinatore regionale del Movimento sardo pro territorio Alessio Pasella rispedisce al mittente il Programma straordinario 2017 e le specifiche misure per il contrasto e l’eradicazione della peste suina africana (Psa) in Sardegna. Un presa di posizione che arriva a poche ore dall’incontro fissato a Nuoro per venerdì prossimo tra l’Unità di progetto regionale per la lotta contro la Psa e i sindaci dei territori interessati. Un nuovo vertice per fare il punto della situazione e per delineare scelte future.
Un vertice che farà discutere, viste le tensioni e l’accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Oristano al sindaco di Desulo Gigi Littarru (il 6 dicembre, il giudice dell’udienza preliminare è chiamato a deliberare sull’accusa contestata di abuso d’ufficio relativo al rifiuto di aver emesso un’ordinanza di abbattimento di alcuni maiali che si erano rivelati positivi alla peste suina africana). Intanto a mettere i puntini sulle i ci pensa il Movimento pro territorio. «La giunta regionale deve intervenire» sottolinea Pasella, facendosi portavoce dell’area del Gennargentu. «Riteniamo – insiste – che la regolarizzazione dei suini irregolari nei demani civici dell’area del Gennargentu può essere realizzata positivamente solo restituendo il diritto e uso millenario di pascolo brado agli allevatori e a tutti i cittadini utenti del diritto di uso civico del loro territorio. La peste suina africana nei demani civici non può e non deve motivazione plausibile per imporre il divieto a tempo indeterminato del diritto di pascolo brado previsto dalla legge regionale n° 12/84 a suon di decreti regionali. Ogni Comune e comunità dell’area del Gennargentu ha una precisa realtà diversa dagli altri comuni e comunità, pertanto, l’istituto denominato “Riserva d’esercizio” previsto dalla legge regionale 12/94 sugli usi civici utilizzato per dare concessioni per terreno recintato riservato a beneficio di pochi cittadini per allevare suini, escludendo altri cittadini, non risolve positivamente il problema della regolarizzazione degli allevamenti dei suini irregolari ma innesca un pericoloso conflitto sociale che non giova a nessuno perché lacera il già debole tessuto sociale delle comunità».
«La stragrande maggioranza degli allevatori – aggiunge – e anche cittadini utenti dell’esercizio del diritto di civico alleva maiali non solo come azienda ma anche per fabbisogno familiare, se tutti i cittadini utenti del diritto d’esercizio d’uso civico facessero richiesta di recintare, la superficie da concedere sarebbe praticamente insufficiente».
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