Scuole a rischio, il caso ora arriva alla Regione
Macomer, il consigliere Gian Franco Congiu si prepara a dare battaglia «Il nuovo dimensionamento è un evento nefasto per tutte le zone interne»
MACOMER. La notizia che sulle scuole del Marghine potrebbero abbattersi nuovi tagli sta suscitando allarme fra gli operatori, a partire dagli insegnanti che con l’accorpamento delle autonomie rischiano di perdere la cattedra. Preoccupa anche le famiglie degli alunni che frequentano nei paesi dove i numeri non hanno consentito di formare delle classi complete e si va avanti con le pruriclassi. Rischiano di perdere la scuola media Sindia e Bortigali, mentre Lei potrebbe perdere le scuole elementari, che sono a rischio a Bortigali e Sindia. Ma c’è di più. È a rischio anche il Liceo di Macomer. Il presidente del gruppo “Partito dei Sardi” in Consiglio regionale, Gian Franco Congiu, si fa interprete delle preoccupazioni del territorio e si prepara a intervenire presso la giunta regionale. «Lunedì scorso – dice – si è consumata la solita liturgia alla quale assistiamo da anni a ridosso della scadenza dei termini per la stesura del Piano di dimensionamento scolastico». Il riferimento è alla riunione nella quale sindaci, dirigenti scolastici e provveditorato hanno discusso del problema. «Senza alcuna preventiva condivisione – prosegue Congiu – sono circolate le linee guida proposte dall’assessore regionale e la proposta di riorganizzazione della rete scolastica della provincia Nuoro che ritorna sul solito schema trito e ritrito. Ha ragione il sindaco di Macomer Antonio Succu quando parla di mancanza di prospettiva, di coraggio nel proporre parametri differenti e di strategia. Dobbiamo arrenderci alla ineluttabilità del calo demografico e perdere scuole e autonomie senza batter ciglio? Certamente no». Il consigliere regionale di Macomer si prepara a dare battaglia. Ritiene che il nuovo piano di dimensionamento scolastico sia nefasto per le zone interne e che il divario con i poli urbani si possa colmare garantendo più servizi. «Non vogliamo contribuire alla desertificazione delle zone interne con un Piano di dimensionamento scolastico avulso dalla realtà delle zone marginali – scrive in una nota –. Esercitiamo fino in fondo le prerogative statutarie che ci consentono, nel campo dell’istruzione, di adattare la normativa nazionale alle nostre esigenze e proteggiamo le zone dal rischio di ulteriore spopolamento. Abbiamo già dato sul piano della riorganizzazione patendo più di altri il peso dei tagli e degli accorpamenti. Il nuovo piano può essere il primo terreno dove sperimentate quelle misure di perequazione tra poli urbanizzati e aree marginalizzate. In queste, oggi più che mai, l’imperativo categorico è aumentare i servizi, i trasporti, gli scuolabus, il tempo pieno, i laboratori tecnici, i servizi mensa, il sostegno agli studenti in difficoltà, il materiale didattico gratuito e le borse di studio. Tutto ciò da ripartire prioritariamente nelle aree interne, montane e marginalizzate. Le aree interne – conclude Congiu – non possono essere chiamate a una competizione con gli ambiti urbani basata sulle medesime regole demografiche che premiano gli aggregati più popolosi a discapito degli altri». (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google