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Nuoro

il medico legale

Cinque fucilate ma solo 4 bossoli ritrovati

Vindice Mingioni: «Colpo di grazia che la vittima cercò di evitare coprendosi col braccio»

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NUORO. Il medico legale Vindice Mingioni ha ricostruito la scena dell’omicidio di Angelo Maria Piras (secondo lui avvenuto tra le 6 e le 8), partendo dalle innumerevoli ferite di arma sul corpo della vittima. «Al mio arrivo sul luogo del delitto, a circa un chilometro e mezzo dal paese, ho notato un costone dove vennero rinvenuti alcuni bossoli calibro 12 a circa 18 metri dalla salma. Altri, invece, erano stati trovati più vicini. Il cadavere che era in posizione supina – ha aggiunto l’anatomopatolo – aveva diverse ferite da arma da fuoco. Per uccidere era stato usato munizionamento spezzato. I primi colpi (cinque in tutto) sono stati esplosi dall’alto, presumibilmente dal costone, mentre gli altri da distanza ravvicinata. La vittima è riuscita a fare pochi metri poi si è seduta o inginocchiata. Le prime ferite – ha aggiunto il medico legale – alla gamba e alla coscia non erano mortali. Di quattro fucilate sono stati trovati i bossoli mentre della quinta, probabilmente il colpo di grazia che ha attinto l’uomo al gomito sinistro e poi al capo (forse nel tentativo di proteggersi), no. Quello stesso giorno vidi anche Nico Piras. Mi avevano richiesto una perizia per valutare se le ferite che il giovane aveva sulla testa fossero compatibili con le lesioni riportate il giorno prima, durante la litigata con il fratello. Io – ha specificato il medico – non feci l’anamnesi; mi limitai a constatare che i tagli sul capo dell’imputato fossero compatibili con i colpi inferti con un sasso». (k.s.)

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