«Giornata da dedicare al cambiamento»
L’appello dell’ex presidente della Fidapa nuorese per combattere la sopraffazione femminile
Oggi è la giornata mondiale contro il femminicidio e mentre le donne di ogni età e censo si soffermano per meditare sul ruolo e sul destino della vita propria e delle altre, per ricordare chi non c'è più e per non dimenticare, molti uomini in tutto il mondo continuano ad affilare le armi per una lotta cruenta contro le donne. Nonostante Il Piano Straordinario contro la violenza sessuale, varato lo scorso anno dal Governo, il 2016 inizia e procede con tutta la sua drammaticita. Ciò che spaventa non sono le statistiche delle uccisioni avvenute all'interno della case e dentro le coppie, ma il vuoto incomprensibile che si avverte. Forse qualcuno si era illuso che con qualche legge e nuove norme il fenomeno della violenza sulle donne si estinguesse, ma purtroppo si constata che non è così. Non si e' trovato il giusto rimedio e il problema rimane irrisolto.
I fatti di questi anni, di questi giorni, lo dimostrano: più di un'aggressione in poche ore e tre donne ammazzate in un solo giorno. Le donne, tenere madri, moglie, sorelle, si consumano come paglia al fuoco. Le ragioni di questo fenomeno sociale hanno radici ataviche perché le donne, mentre guardano gli occhi dei propri figli, sono inclini al perdono. Così sopportano, cercano di dimenticare, richiamano il marito entro le mura domestiche e sperano nel cambiamento. Da ciò la tendenza femminile a non denunciare o a ritirare subito dopo la denuncia. Incide notevolmente in queste situazioni l'indole e la situazione economica, perché le donne spesso non sono in grado di sostenere da sole se stesse e la prole. La donna continua perciò a rappresentare la fascia più debole della società, perché anche a parita' di lavoro con l'uomo riceve una retribuzione inferiore. Non ci sono dubbi che anche la crisi economica abbia peggiorato la situazione. Con fermezza la donna deve far uscire di casa l'uomo violento, subito, al primo gesto, perché lo ripeterà ancora e poi sarà troppo tardi.
La violenza sembra irrinunciabile e irremovibile. È anche una vergogna, ma per chi la compie. È un reato, come recita la convenzione di Strasburgo, contro i Diritti Umani. Chi non la segue, è fuori dal mondo civile, in un angolo del Purgatorio, dal quale però può salvarsi.
* ex presidente Fidapa
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