La Nuova Sardegna

Nuoro

Una stanza dove ascoltare le donne vittime di violenze

di Stefania Vatieri
Una stanza dove ascoltare le donne vittime di violenze

Il colonnello Ceglie: «È un segnale per le nuoresi che decidono di denunciare» Tante le iniziative in città in occasione della giornata contro il femminicidio

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NUORO. Ha il nome di un celebre saggio di Virginia Woolf, “Una stanza tutta per sé”, il nuovo spazio di ascolto per le donne vittime di violenza, allestito all’interno del comando provinciale dei Carabinieri su iniziativa del club cittadino “Soroptimist International”.

La stanza “rosa” è stata inaugurata ieri mattina in concomitanza con la giornata contro la violenza sulle donne, alla presenza delle massime autorità militari e cittadine e della presidente del Soroptimist club nuorese, Rosa Canu. «Ho accolto con grande interesse il progetto della sala d'ascolto dedicata alle donne vittime di violenza — ha commentato durante l'inaugurazione il colonnello Saverio Ceglie, comandante provinciale dei carabinieri —. Il fenomeno ormai è dilagante e questo spazio è un chiaro segnale anche per le donne di Nuoro che decidono di denunciare o semplicemente di liberarsi — aggiunge il comandante dei carabinieri —. Questo è un nuovo tassello che si aggiunge alle altre iniziative messe in campo dall'Arma in questi anni: nel 2009 è stata realizzata una sezione anti persecutoria in grado di sviluppare metodologie di prevenzione». L’accogliente ambiente, luminoso e dai rassicuranti colori pastello, è stato pensato per mettere a proprio agio tutte le persone che hanno subito violenza e allo stesso tempo permettere ai carabinieri di farlo al meglio. «Oggi coroniamo un progetto particolarmente sentito dal Club – spiega Rosa Canu presidente cittadina del Soroptimist – . Non è stata scelta a caso la giornata del 25 per inaugurare la stanza d'ascolto per le donne vittime di violenza». «Abbiamo inaugurato 50 stanze sparse in tutta Italia – aggiunge in collegamento telefonico Leila Picco, presidente nazionale del Soroptimist – . Vorrei ricordare che solo il 10% delle donne a livello europeo decide di denunciare le violenze, il nostro auspicio è che questi ambienti protetti possano aiutare le vittime nel difficile percorso di liberazione». La stanza realizzata nel capoluogo barbaricino è la seconda presente in Sardegna, la prima è stata inaugurata a Cagliari, e fa parte di un progetto nazionale denominato “Una Stanza tutta per sé” appunto, pensata dal club tutto al femminile con il chiaro obiettivo di offrire un sostegno e rendere meno traumatico il delicato momento del racconto. A confermare l’importanza di proseguire con forza la battaglia contro la violenza su donne, minori e soggetti in difficoltà, attraverso il collaborazionismo tra le associazioni e le istituzioni, sono il sindaco Andrea Soddu e l’assessore comunale alle Pari Opportunità Valeria Romagna che plaudono all'iniziativa, sottolineando «il grande valore della stanza protetta per tutte quelle donne, che d'ora in avanti, avranno una possibilità in più per uscire dal vortice della violenza». Presente all'iniziativa anche il presidente del tribunale di Nuoro Vincenzo Amato che, nel ricordare l'articolo 3 della Costituzione, ha sottolineato il compito dello Stato nella tutela della libertà della persona per il suo pieno sviluppo. Nel corso della mattinata sono state numerose le manifestazioni messe in campo in città in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere. A partire dal progetto “Donne al...Centro”, uno sportello di counseling itinerante, presentato ieri nell'auditorium della Biblioteca Satta dalla cooperativa sociale Milleforme, con l'obiettivo di offrire alle donne che avranno bisogno, il supporto di un'equipe di professionisti in uno spazio libero e gratuito che si ponga come punto di riferimento in grado di accogliere e ascoltare. Ma a dire no ieri mattina, in piazza Vittorio Emanuele, c’era anche il popolo degli studenti della scuola elementare “Ferdinando Podda” insieme ad alcune classi di altri istituti cittadini, per dire basta alla violenza sulle donne. «Il rispetto di ogni differenza deve essere impartito fin da bambini – commenta Marilena Pintore, insegnante e responsabile del Centro d'ascolto provinciale Uil – . Solo così possiamo sperare nella risoluzione di questo triste fenomeno culturale».

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