Omicidi di Orune e Nule, la verità racchiusa in più di 13mila sms, foto ed email
Davanti al gip Paolo Pinna e Alberto Cubeddu, in cella per l’assassinio Monni e la scomparsa di Masala. Il perito informatico ha depositato una parte delle perizie sui supporti tecnologici sequestrati
NUORO. Oltre 13 mila sms, fotografie, email. Una mole di dati impressionante che il perito informatico ha recuperato e racchiuso in una hard disk, ma non è che una parte del materiale che è stato trovato nelle memorie dei telefonini, nei computer e in tutti i supporti tecnologici sequestrati dai carabinieri del Reparto operativo ai due cugini (Paolo Pinna, 18 anni, di Nule e Alberto Cubeddu, 21 anni di Ozieri) in carcere per i delitti di Gianluca Monni a Orune e di Stefano Masala a Nule, e agli indagati nelle due inchieste. Nel corso dell’incidente probatorio, che si è svolto davanti al gip del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, il perito informatico Giancarlo Rosa ha chiesto altro tempo per portare a termine il voluminoso delicatissimo lavoro. Le perizie mancanti dovrebbero essere depositate il 15 dicembre, mentre il 23 dicembre sarà consegnata tutta la documentazione al pm, agli avvocati difensori e alle parti civili. La prossima udienza davanti al gip è stata quindi fissata per il 12 gennaio.
Sarà ancora lungo il cammino dell’inchiesta sul delitto di Gianluca Monni, assassinato con tre fucilate la mattina dell’8 maggio 2015 a Orune e sulla scomparsa misteriosa di Stefano Masala, svanito nel nulla la sera precedente, il 7 maggio 2015, alla periferia di Nule. Il perito incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica di Nuoro, Andrea Vacca, titolare dell’inchiesta coordinata dal procuratore Andrea Garau, di analizzare i telefonini, i computer e tutti i supporti informatici e tecnologici sequestrati dai carabinieri ha estrapolato sms, dialoghi sui social network, video e foto che i due cugini e il loro gruppo ristretto di amici si è scambiato tra il pestaggio di Orune, nel mese di dicembre 2014, e poi nel periodo precedente e successivo alla scomparsa di Masala e all’omicidio di Monni a maggio 2015. Migliaia di file e immagini estratti dai telefonini dei due cugini e da un tablet sequestrato a Paolo Pinna sono state racchiuse in hard disk. Mentre non è stato ancora interamente recuperato il contenuto delle conversazioni del cellulare sequestrato all’indagato tecnico Piergiorgio Massaiu.
Attraverso l’analisi eseguita dal consulente delpm, l’accusa cerca quella “prova madre” che possa incastrare definitivamente Alberto Cubeddu, ritenuto responsabile dei due delitti insieme al cugino Paolo Pinna, per il quale è già stato fissato il processo per il 19 dicembre nel tribunale dei minori di Sassari, visto che all’epoca dei fatti il ragazzo di Nule non aveva ancora compiuto 18 anni. In quell’occasione, il giudice dovrà sciogliere la riserva sulla richiesta di rito abbreviato condizionato inoltrata dai difensori di Pinna, gli avvocati Agostinangelo Marras e Angelo Merlini. Una richiesta motivata dal minuzioso lavoro dei carabinieri e delle procure di Nuoro e del Minori di Sassari con molti particolari scottanti sui due tragici episodi. I magistrati hanno ripercorso tutta la vicenda partendo dalla furibonda zuffa del 13 dicembre a Orune quando Paolo Pinna aveva puntato una pistola in faccia a Gianluca Monni, che l'aveva affrontato a muso per difendere la fidanzatina molestata dal ragazzino di Nule. Poi le scaramucce al telefonino e i preparativi dei due cugini per l'agguato di Orune e la scomparsa di Stefano Masala.
Diversa la posizione di Alberto Cubeddu (assistito in aula dall’avvocato Mattia Doneddu) nei confronti del quale la Procura di Nuoro sta ancora raccogliendo elementi probatori per accertare la sua colpevolezza.
L’indagato tecnico Piergiorno Massaiu (assistito dall’avvocato Gianluigi Mastio) sarebbe invece stato, secondo l’accusa, l’elemento di collegamento per i contatti telematici e telefonici tra i due cugini.
Dopo le varie tappe tecniche, gli imputati torneranno in aula il 12 gennaio 2017.
A seguire l’udienza del gip nel tribunale di Nuoro erano presenti il padre e la madre di Paolo Pinna, i familiari di Stefano Masala (il padre e le sorelle) assistiti dall’avvocato Caterina Zoroddu e i genitori e il fratello di Gianluca Monni con gli avvocati Antonello Cao, Margherita Baragliu e Rinaldo Lai. (plp)
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