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Nuoro

Piano di rilancio al bivio «La Regione si muova»

Oggi l’incontro operativo con Filippo Spanu, capo gabinetto del governatore Le perplessità delle associazioni di categoria e dei sindaci: «Gravissimi ritardi»

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NUORO. Quattro mesi di silenzio, o quasi, sul Piano di rilancio del Nuorese dopo la firma del protocollo d’intesa tra giunta regionale, Provincia di Nuoro, associazioni di categoria e sindacati. Se ne riparla oggi, proprio nell’ex aula consiliare della Provincia, in un incontro al quale avrebbe dovuto partecipare anche il presidente Pigliaru che però proprio stamane sarà a Bruxelles per parlare di fondi europei (gli stessi che in sostanza dovrebbe finanziare il piano per il Nuorese). La riunione sarà comunque operativa perché il governatore sarà rappresentato dal suo braccio destro, il capo di gabinetto Filippo Spanu. C’è però apprensione, autentico malumore in qualche caso, sul fatto che a oltre due anni dall’annuncio del Piano di rilancio tutto sia ancora sostanzialmente sulla carta. Lunedì i vari soggetti del partenariato hanno tenuto una riunione preparatoria alla quale hanno invitato i consiglieri regionali del Nuorese, proprio perché siano a conoscenza dei problemi (e dei ritardi nel cammino del Piano) e svolgano da qui in poi un’azione di stimolo verso la giunta regionale.

Ma è davvero concreto il rischio che il piano rimanga sulla carta, o si tratta di un ordinario ritardo burocratico? «Sicuramente la burocrazia sta pesando – dice Agostino Cicalò, presidente della Camera di Commercio – i tempi sono effettivamente molto lunghi. È anche vero che sin dall’inizio la Regione aveva detto che sarebbe ricorsa ai fondi europei, e questo spiegherebbe il ritardo, almeno sul fronte dei privati, visto che i bandi per i fondi Fesr e Fes stanno partendo adesso per il periodo 2014-2020. Ciò non toglie che i tempi di un piano avviato due anni fa si siano dilatati. Ora bisogna passare alla fase operativa, altrimenti è stata soltanto una passerella di buone intenzioni. Credo che l’azione dei consiglieri regionali nuoresi d’ora in poi possa portare effetti positivi». La Camera di commercio ha presentato un progetto per incentivare l’economia del Distretto culturale del Nuorese.

Da Cicalò a Michele Fele, segretario provinciale della Cisl. «Il grido d’allarme è concreto. Da tenere presente che all’atto della firma del piano, nel luglio scorso, non c’è stata possibilità di interloquire con il presidente Pigliaru. Oggi non ci sarà, ma una domanda che vorrei rivolgergli è questa: i soldi per finanziare il piano ci sono davvero? Per quanto ci riguarda contiamo molto sul progetto da noi presentato relativo al Parco del Gennargentu, che prevede una serie di infrastrutture finalizzate alla nascita dell’oasi naturale. È un progetto da dieci milioni che la stessa Regione sembra intenzionata a portare avanti. Resta solo da capire se stavolta si farà o rimarrà sulla carta come accade da decenni. Mi auguro che per questo come per gli altri progetti si entri nella fase operativa, altrimenti arriveremo a fine legislatura regionale senza risultati».

«Sono già passati due anni dall’avvio del piano – dice Totoni Sanna, presidente della Legacoop Nuoro-Ogliastra – nel frattempo si sono aggiunte altre iniziative come il masterplan del Zone interne. Il problema è che si sta parlando e basta, serve un’accelerazione concreta, non solo sul fronte politico, ma su quello burocratico, avviando l’istruttoria dei progetti presentati dalla macchina della programmazione regionale. Se la macchina non segue la testa, per essere chiari, è inutile fare proclami sulla rinascita del Nuorese». (p.me.)

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