Firma falsa per le elezioni assolto l’ex sindaco di Siniscola
Il giudice ha accolto le motivazioni avanzate dai difensori, il pm aveva chiesto otto mesi Celentano: «La fine di un incubo». Gli avvocati Brodu e Mereu: «Non c’era volontà di compiere il reato»
NUORO. Assolto dall’accusa di falso. «La fine di un incubo lungo 6 anni, durante i quali la mia vicenda è stata strumentalizzata politicamente, ma alla fine la giustizia ha trionfato». Queste le parole di Rocco Celentano, ex sindaco di Siniscola, politico di spicco della Baronia e leader indiscusso del Partito socialista nel Nuorese.
Era finito nei guai nel 2010, all’indomani della tornata elettorale per le elezioni amministrative. Una donna di Siniscola aveva denunciato il fatto che nella lista del Psi che sosteneva la candidatura di Celentano alle elezioni provinciali c’era la sua firma, che lei però non aveva mai apposto. Erano partite le indagini e per l’ex sindaco era cominciato il calvario giudiziario, condito di attacchi personali. Fino a ieri, quando i suoi difensori, gli avvocati Basilio Brodu e Marcello Mereu, sono riusciti a dimostrare l’infondatezza delle accuse e convinto il giudice monocratico del tribunale di Nuoro ad assolvere Rocco Celentano.
Gli avvocati Brodu e Mereu hanno parlato per oltre un’ora, soffermandosi sulle due ipotesi contestate al politico: falso materiale per la fima e ideologico perché l’ex sindaco non era presente al momento dell’autenticazione della lista. La firma, anche secondo le perizie, non era della donna che aveva denunciato Celentano, ma i due penalisti sono riusciti a dimostrare l’assolutà estraneità del politico socialista. «E soprattutto non è emersa la volontà di compiere il reato» hanno sostenuto gli avvocati Brodu e Mereu nelle loro arringhe, tese a smontare il castello accusatorio costruito dal pubblico ministero Tommaso Giovannetti che aveva sollecitato una condanna a 8 mesi concludendo così la sua requisitoria: «Dall’istruttoria dibattimentale viene confermata la responsabilità dell'imputato: per aver autenticato una lista in cui si trovava una firma risultata falsa e aver attestato la propria presenza in un momento in cui invece non c'era».
Rocco Celentano non era presente in auna al momento della sentenza e ha atteso a Siniscola il verdetto. «Finalmente è finita– ha detto l’ex sindaco –. La giustizia ha trionfato. Devo ringraziare i miei avvocati per il grande impegno che hanno dedicato alla mia situazione. La giustizia ha trionfato. Ma non avevo mai avuto dubbi, sapevo di essere innocente – ha continuato Rocco Celentano che non ha mai abbandonato l’attività politica, anche se era stato costretto a rallentare gli impegni proprio per il processo che lo vedeva coinvolto come imputato –. Sono stato danneggiato politiciamente, ma anche economicamente, ma a che serve lamentarsi? L’importante è che sia emersa la verità. Purtroppo – ha concluso l’ex sindaco di Siniscola – sono amareggiato per la strumentalizzazione di tutta la vicenda. Ma ora è il momento della soddisfazione».
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