Una zona crocevia di agguati e sangue
Le campagne del Marghine nella fascia che va da Borore a Noragugume passando per Dualchi non si possono definire un’oasi di pace. L’elenco degli agguati riusciti e falliti, come quello di ieri...
Le campagne del Marghine nella fascia che va da Borore a Noragugume passando per Dualchi non si possono definire un’oasi di pace. L’elenco degli agguati riusciti e falliti, come quello di ieri pomeriggio a Funtana Manai, sono innumerevoli. Il più recente è quello compiuto il 7 agosto nelle campagne di Dualchi contro Antonio Chichi, un allevatore di 51 che rimase gravemente ferito da una scarica di fucilate mentre percorreva in macchina una strada di campagna per andare all’ovile. È vivo per miracolo. A Borore gli anni di piombo sono quelli in cui imperversava Peppino Pes, ma molti omicidi non avevano la sua firma. Il più noto, sul quale sono stati scritti dei libri, è quello di Domenicangela Atzas, il “Giallo di Borore” sul quale a distanza di mezzo secolo l’opinione della gente continua a dividersi. L’ultimo risale invece a otto anni fa. La dinamica dell’agguato nel quale nell’agosto del 2008 venne ucciso l’allevatore Costantino Tola non è diversa da quello di ieri. Nel 2001 venne invece ucciso Antonio Deriu, ma è una storia diversa dai delitti tipici del mondo agropastorale. Omicidi legati alle campagne sono invece quelli di Pasqualino Porcu nel 1999 e Salvatore Caddeo nel 1991. (t.g.t.)
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