Omicidio Chessa, oggi la parola ai difensori di Taioli
NUORO. Dopo la richieste del pm Andrea Vacca – una condanna a 14 anni per concorso anomalo in omicidio – formulate nella scorsa udienza, oggi, nell’aula della corte d’assise, la parola passerà alla...
NUORO. Dopo la richieste del pm Andrea Vacca – una condanna a 14 anni per concorso anomalo in omicidio – formulate nella scorsa udienza, oggi, nell’aula della corte d’assise, la parola passerà alla difesa. Sono previste per questa mattina, infatti, al processo per l’omicidio di Francesco Chessa avvenuto a Orune il 18 maggio del 2005, le arringhe degli avvocati Luigi Concas e Gianluigi Mastio, che difendono l’imputato di Sorgono Sergio Taioli.
Secondo quanto ha sostenuto l’accusa nel corso della requisitoria, non era stato Taioli a esplodere le sei fucilate che intorno alle 22.40 del 18 maggio 2005, avevano spezzato la vita dell'allevatore Francesco Chessa, noto Cisco, davanti all'uscio di casa a Orune. Non era stato lui Taioli a sparare, dunque, ma era suo il fucile marca Breda che aveva esploso tre dei bossoli recuperati sul luogo dell’omicidio.Ed è stato proprio attorno al percorso che da Sorgono - luogo di residenza di Taioli e luogo dov'era stato trovato il fucile - ha condotto l'arma a Orune, che si è snodata buona parte della requisitoria. Oggi, dunque, la parola passerà ai difensori di Taioli, Concas e Mastio. La corte ha già stabilito che ci sarà un’altra udienza, fissata per il 19 dicembre, per eventuali repliche e per la camera di consiglio. (v.g.)
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