La Nuova Sardegna

Nuoro

«Noi untori? Da Littarru accuse assurde»

di Luciano Piras
«Noi untori? Da Littarru accuse assurde»

De Martini, responsabile dell’Unità di progetto regionale, risponde agli attacchi del sindaco di Desulo rinviato a giudizio

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NUORO. «È umanamente comprensibile lo sfogo accalorato, dettato dal momento, con cui il sindaco Littarru ha attaccato la Regione a margine dell’udienza nel Tribunale di Oristano, dove è stato convocato per rispondere dell’omissione degli atti del proprio ufficio. Al contempo è bene ribadire che tali gravissime affermazioni sono destituite di ogni fondamento. Il solo pensiero che sia l’UdP ad aver portato il virus della Psa all’interno di un allevamento di Desulo, dove la Psa è fortemente radicata da decenni, dà l’idea della totale insensatezza dell’affermazione». A domanda, risponde Alessandro De Martini, direttore generale della presidenza della Regione e responsabile dell’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della Peste suina africana (Psa). Il sindaco di Desulo, Gigi Littarru, infatti, ha accusato l’Unità diretta da De Martini di aver portato la peste suina africana in un allevamento del paese.

Littarru vi accusa soprattutto di averlo lasciato solo e di averlo denunciato.

«Le leggi nazionali non le scrive l’Unità di Progetto. Esistono e vanno applicate senza fare confusione fra ruoli e doveri – puntualizza subito De Martini –. L’UdP interviene negli abbattimenti di suini irregolari di cui non si conosce la proprietà e di cui non si sa niente del pregresso sanitario. Lo fa senza informarne i sindaci, proprio per tenerli al di fuori da possibili tensioni o ritorsioni da parte dei proprietari dei suini che, nascosti dall’anonimato, potrebbero compiere azioni violente».

Ruoli e doveri, dice. I sindaci che doveri hanno nella lotta alla peste suina?

«Il sindaco è responsabile della gestione della sanità pubblica, e nello specifico di quella animale, del proprio territorio. Quando a giugno scorso, in un allevamento neoregistrato in agro di Desulo, era scoppiato un focolaio di peste suina africana era dovere del primo cittadino firmare l’ordinanza di abbattimento degli animali infetti. Alle richieste inviate dal servizio veterinario locale e poi dalla presidenza della Regione, che ha atteso tre giorni per l’esecuzione dell’ordinanza, non è mai seguita risposta. Solo a quel punto la presidenza della Regione ha incaricato l’Unità di Progetto, che come detto non ha competenza in materia, ad effettuare gli abbattimenti per contenere il focolaio e garantire la sanità pubblica».

E a questo punto, dunque, che è scattata la vostra segnalazione al Tribunale di Oristano (che è competente territorialmente)…

«Come atto dovuto e non come querela di parte – sottolinea a chiare lettere Alessandro De Martini –, sono stati quindi trasmessi gli atti alla Procura della Repubblica, proprio per giustificare l’intervento dell’Unità di Progetto su una materia di stretta responsabilità dei sindaci e disciplinata dalla norma nazionale. Atto dovuto poiché si rischiava che da una omissione di atti di ufficio, da parte dell’amministrazione locale, si verificasse un eventuale abuso di atti d’ufficio da parte dell’UdP. Nessun accanimento contro nessuno – ribadisce ancora il direttore dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della peste suina africana –. Collaboriamo tutti i giorni con i sindaci che firmano, comprensibilmente e giustamente a malincuore, le ordinanze di abbattimento ogni volta che si verificano focolai di Psa nei loro territori. Nelle ultime settimane lo abbiamo fatto con le amministrazioni di Sarule e Orani».

È dei giorni scorsi la notizia della ricomparsa della trichinella in alcuni cinghiali cacciati ad Orgosolo.

«Bene ha fatto il sindaco di Orgosolo, Dionigi Deledda, ad allertare la popolazione sul pericolo trichinella. Si tratta di un virus letale per la salute dell’uomo. Quindi invitiamo i cittadini ad avere la massima attenzione, soprattutto in questi giorni di festa, nel consumare carni sicure e controllate» chiude Alessandro De Martini.

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