La Nuova Sardegna

Nuoro

Solidarietà, i giovani volontari all’Eliseo

di Stefania Vatieri
Solidarietà, i giovani volontari all’Eliseo

Grande festa ieri per i 1500 ragazzi delle scuole superiori di tutta l’isola coinvolti nel progetto “Scuola&Volontariato”

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NUORO. Fanno compagnia ai «nonni» ospiti nelle strutture d’accoglienza, giocano con loro a tombola, fanno passeggiate nei corridoi tenendoli sottobraccio, cantano e recitano poesie, li ascoltano e raccolgono i loro sfoghi. Ma anche i tanti ricordi della loro vita, di quando erano giovani, di quando c’era la guerra. Ma c’è anche chi gioca e aiuta i bambini ricoverati nel reparto di pediatria, chi lavora con i disabili, chi raccoglie fondi per le necessità più varie, o dedica i giorni di vacanza da scuola per donare un sorriso a chi ne ha più bisogno. Sono migliaia gli studenti-volontari dell’isola arruolati nel progetto “Scuola&volontariato”, promosso in ben 86 istituti superiori sardi grazie all’intesa sottoscritta tra il Centro servizi del volontariato Sardegna solidale e l’Ufficio scolastico regionale isolano. Ieri mattina oltre 1500 studenti provenienti da ogni angolo dell’isola hanno raggiunto il capoluogo barbaricino, protagonisti dell’iniziativa “Cambia Musica: Scegli di essere un Volontario!”, l’annuale manifestazione regionale che raccoglie le testimonianze di migliaia di alunni delle scuole superiori della Sardegna che hanno aderito al progetto all’insegna della solidarietà, in scena al Teatri Eliseo. «Una partecipazione, quella di quest’anno, che ha superato ogni rosea aspettativa – sorride il presidente di Sardegna Solidale, Giampiero Farru –. Purtroppo più della metà degli studenti giunti nel capoluogo barbaricino è stato costretto a rimanere fuori dal Teatro. Siamo giunti con un certo orgoglio e tanta soddisfazione alla 13ª edizione della duplice manifestazione, con apertura del progetto a inizio anno scolastico e chiusura a fine anno, nata ben sette anni fa – continua Farru–. L’obiettivo è insegnare alle nuove generazioni il sentimento della solidarietà, la coesione sociale e l'altruismo. Un prezioso seme che bisogna instillare nelle coscienze dei giovani, oggi più di prima, per non rischiare di fare la fine di Haiti o di tanti altri paesi del mondo dove la macchina della solidarietà si è bloccata. Il nostro desiderio è che questi ragazzi un giorno scelgano di essere volontari e non fare il volontario, una sottile differenza che racchiude la vera essenza delle nostre associazioni».

Sono oltre 1800 le associazioni di volontariato in Sardegna, circa 40mila i volontari che dedicano tempo agli altri impegnati in organizzazioni o gruppi, mentre 10mila sono i volontari non organizzati. Ma se è vero che l’isola vanta migliaia di persone coinvolte nell’associazionismo, è altrettanto vero che esiste un evidente criticità nel ricambio generazionale dato probabilmente dal scarso appeal del mondo della solidarietà tra i giovani. Un problema però che la Sardegna ha bypassato mediante il protocollo siglato con l’ufficio scolastico regionale per inserire l’alternativa scuola-lavoro anche nelle associazioni. «I risultati di questo sodalizio si iniziano a intravedere – spiega Nanda Sedda coordinatrice Csv Sardegna Solidale –. Sempre più ragazzi, reduci dall'esperienza vissuta in ambito scolastico, decidono di rimanere nelle associazioni come volontari, altri cambiano radicalmente i propri percorsi di studi all’università con l'intento di aiutare chi più ha bisogno. Il contributo apportato dai ragazzi è fondamentale per ogni associazione di volontariato, così come è prezioso l’insegnamento che questi traggono dall’esperienza di volontario».

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