Via al piano per le bonifiche industriali
A Ottana le sessioni delle conferenze di servizi per i tecnici di Regione, Arpas, Provincia, Asl e Comune
OTTANA. Prosegue a Ottana l’iter avviato due anni fa da InvItalia (l’agenzia del ministero dello Sviluppo economico per la riqualificazione dei siti industriali e l’attrazione degli investimenti) per dare corpo alla fase operativa di bonifica e risanamento dell’area industriale. In particolare, sono state avviate le sessioni delle cosiddette conferenze di servivi alle quali partecipano i tecnici dell’assessorato regionale all’Ambiente e dell’Arpas provinciale di Nuoro, i rappresentanti del settore ambiente della Provincia e del sevizio di igiene e sanità pubblica della Asl, i tecnici del comune di Ottana e, di volta in volta, i rappresentanti delle aziende interessate dalla conferenza di servizi. La nuova sessione di lavoro ha preso l’avvio il 27 ottobre scorso con l’esame del piano di caratterizzazione del depuratore del Consorzio industriale e si concluderà probabilmente a metà gennaio con la sottoscrizione da parte di InvItalia, delle aziende interessate e dei rappresentanti degli enti pubblici coinvolti di un verbale che dovrebbe certificare le decisioni assunte per dare il via alle bonifiche vere e proprie. Sempre che per farle vengano messi a disposizione i fondi necessari, una parte dei quali dovrebbe essere a carico delle aziende che hanno inquinato. Il mancato inserimento dell’area industriale di Ottana nel siti di interesse nazionale, i cosiddette Sin, mette un serio punto interrogativo sulla reale possibilità che le bonifiche vengano fatte. I Sin, infatti, rappresentano aree contaminate molto estese che necessitano di interventi di bonifica senza le quali è impossibile parlare di riconversione e di rilancio produttivo. Essere inseriti in questa fascia significa avere diritto a ingenti risorse economiche per risanare il territorio. Ottana, tuttavia, non vuole trovarsi spiazzata e senza strumenti operativi qualora le risorse per le bonifiche vengano messe sul tavolo. Così prosegue l'iter per la definizione dei cosiddetti piani di caratterizzazione da parte delle aziende che hanno inquinato, le quali, attraverso questi piani, devono dotarsi dello strumento tecnico operativo necessario per mettere a punto il programma di interventi per la messa in sicurezza e la bonifica delle aree deindustrializzate. Il tutto dovrà passare al vaglio della conferenza di servizi che dovrà dare corso alla cosiddetta “validazione” dell’indagine ambientale e degli strumenti operativi. La prossima conferenza si terrà 15 dicembre prossimo. La fase preliminare di studio e monitoraggio dello stato di inquinamento del suolo e del sottosuolo è già stata effettuata da InvItalia. Ora si dovrà passare alla seconda fase che prevede l'esame degli adempimenti posti in essere finora dalla singole aziende. La strada da fare è ancora lunga. L’obiettivo è quello di rimettere in moto un processo di sviluppo interrotto con le dismissioni di Enichem e Montefibre e con la crisi delle due aziende rimaste, Ottana Polimeri e Ottana Energia. Un percorso che, senza le bonifiche, non potrà mai essere avviato.
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