Crac Nivola, ancora un rinvio
Proroga per le operazioni di trascrizione delle intercettazioni
NUORO. È stata concessa un’ulteriore proroga per la conclusione delle operazioni di trascrizione delle intercettazioni nel corso dell’inchiesta legata al crac dei Nivola di Orani che vede coinvolti diversi professionisti accusati a vario titolo di reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla corruzione in atti giudiziari e alle false attestazioni.
Ieri nel corso dell’udienza preliminare il giudice del tribunale di Nuoro Anzani, si sarebbe dovuta pronunciare sulla richiesta di rinvio a giudizio della procura nei confronti di Giuseppe e Angelo Nivola, Armando Bellodi, Gianfranco Mereu, Giuseppe Farci, Emanuela Are, Alberto Annis, Maria Gabriella Demontis, Paola Perseu, Fabio e Salvatore Baldinu, Pier Gavino Guiso, Federico Andreani, Gian Mauro Cachia, Stefania Carta, Emanuele Fiorenza assistiti dagli avvocati Pasquale Ramazzotti, Gianluigi Mastio, Basilio Brodu, Pietro Sanna, Fabio Varone, Francesco Lai, Tore Marteddu, Agostinangelo Marras, Maria Chiara Chelo, Marcello Sequi, Carlo Zaccagnini e Massimiliano Ravenna. L’indagine era partita quasi per caso nel 2013 da una verifica fiscale da parte dei militari del Comando provinciale della guardia di finanza di Nuoro, poco prima del fallimento di un’impresa, la Nivola Costruzioni. L’obiettivo dei finanzieri era quello di controllare la documentazione fiscale ma subito, secondo la prospettazione accusatoria, si sarebbero resi conto che i due imprenditori avevano architettato un piano per depauperare il patrimonio della società, in frode all’erario e agli ignari creditori. Padre e figlio, infatti, con una complessa operazione finanziaria avevano creato un’altra società, la Gabbiano, per trasferirvi l’intero patrimonio immobiliare, i crediti e le attrezzature della Nivola Costruzioni. Le quote sociali della Gabbiano erano state poi trasferite a un trust per impedire che venissero aggrediti i beni immobili. (k.s.)
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