Sarà riaperta tra un mese la strada a rischio frane
Macomer, interventi di messa in sicurezza nel costone di Funtana Cannone Il divieto di transito è entrato in vigore alla fine dello scorso inverno
MACOMER. I lavori di messa in sicurezza del costone franoso di Funtana Cannone che nel mese di marzo ha imposto la chiusura al traffico del tratto iniziale della Macomer-Nuoro, potrebbero iniziare già la prossima settimana. Nei giorni scorsi è stato affidato l’incarico all’impresa che realizzerà gli interventi. La ditta appaltatrice (è l’impresa Geo Ambiente di Nuoro) ha un mese di tempo per eseguirli. Ciò significa che entro metà gennaio dovranno essere ultimati. L’inizio dei lavori è legato alla fornitura dei materiali, in particolare di tiranti in acciaio necessari per fermare le reti di contenimento della parte di parete soggetta a movimenti franosi.
Il tratto di strada è di competenza della Provincia, ma la gestione dei lavori è in mano al Comune di Macomer, al quale la Regione ha assegnato un finanziamento di 300 mila euro. L’intervento è stato ripartito in due lotti. Il primo prevede la pulizia di tutto il costone per eliminare la vegetazione che impedisce di vedere i punti critici e di intervenire con efficacia, nell’analisi degli elementi da rimuovere (massi affioranti instabili) e nella messa in sicurezza dell’area a rischio con la “chiodaura” dei tiranti in acciaio che fermeranno le reti di contenimento. Spesa prevista 90 mila euro più Iva, pari a poco più di un terzo dell’importo finanziato.
Il primo intervento consentirà di revocare il divieto di transito istituito dalla Provincia alla fine dello scorso inverno nel tratto iniziale della ss. 129 Nuoro-Macomer. Divieto che viene rispettato solo dai mezzi del trasporto pubblico e da pochi automobilisti scrupolosi. I percorsi alternativi allungano il tragitto per Macomer e i tempi per arrivarci. Il secondo lotto dei lavori prenderà il via subito dopo il completamento della prima tranche.
In base ai risultati dell’indagine geologica che sarà eseguita nell’area subito dopo la pulizia e la rimozione della vegetazione che impedisce di vedere, si procederà a eseguire i lavori di rimozione degli elementi critici individuati nel costone franoso. Contemporaneamente si procederà anche a rifare 30 metri del muso di sostegno che costeggia la strada. Si tratta della parete di contenimento che in più punti tende a cedere soprattutto in occasione di piogge abbondanti che durano a lungo. L’aumento della spinta causato dall’acqua nel 2008 ha causato il cedimento del terrapieno e del muro che lo contiene.
Le autorizzazioni necessarie per l’esecuzione dei lavori sono state tutte rilasciate. Per la presenza della chiesa di San Pantaleo a meno i cento metri in linea d’aria, la Soprintendenza ai beni archeologici ha chiesto il controllo di un professionista archeologo. La speranza, naturalmente, è che non emerga nulla che possa bloccare i lavori. Di scavi, in ogni caso, non ne sono previsti. (t.g.t.)
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