Truffa rimborsi al 118, assolti cinque medici
Il giudice Mauro Pusceddu ha prosciolto i professionisti con formula piena Erano sotto accusa per aver presentato rimborsi di carburante gonfiati
NUORO. Sono stati assolti con formula piena i cinque medici del 118 – tutte donne – finiti sotto processo con l’accusa di aver truffato la Asl di Nuoro per presunti rimborsi di carburante gonfiati. Ieri mattina il giudice monocratico Mauro Pusceddu ha prosciolto, perché “il fatto non sussiste”, Maria Grazia Ninneri, 54 anni di Alghero, Gesuina Mura, 53 anni di Orune, Pasqualina Salis, 59 anni di Oliena, Maria Leonarda Fancello, 50 anni, di Castesardo e Rina Mureddu, di Siniscola.
Soddisfatti i medici che erano presenti in aula al momento della lettura della sentenza. Una decisione attesa quella del giudice monocratico: anche il pubblico ministero Manuela Porcu, nella sua requisitoria, aveva infatti chiesto l’assoluzione delle cinque imputate.
I medici erano stato rinviati a giudizio con l’accusa di truffa aggravata e falso. In particolare ai professionisti era stato contestato di aver dichiarato una falsa residenza per ottenere rimborsi chilometrici non dovuti: in tutto 140mila euro percepiti dal 2006 al 2009. Le indagini erano state condotte dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Sassari che, grazie a un controllo incrociato sui registri del 118, avevano notato anomalie e incongruenze. Sempre secondo l’accusa i cinque medici, che lavoravano in convenzione con la Asl di Nuoro per il servizio del 118, avrebbero attestato, nei prospetti dei turni di servizio, di aver utilizzato la propria autovettura per recarsi dalla residenza al posto di lavoro e viceversa.
I difensori dei medici (gli avvocato Basilio Brodu, Pietro Sanna, Paolo Sanna, Pietro Pittalis, Tullio Monni e Ninni Cuccureddu) nel corso del processo, durato più di un anno, sono riusciti a smontare tutte le accuse a carico delle loro assistite, dimostrando l’insussistenza degli elementi di prova raccolti dall’accusa.
Nel corso del processo i difensori hanno citato come testimoni colleghi e amici dei medici.
Nelle loro arringhe conclusive i difensori avevano chiesto l’assoluzione delle loro assistite «perché tutti i testimoni hanno smontato le accuse. I medici avevano diritto a quei rimborsi chilometrici dai loro luoghi di residenza». Ieri il giudice ha accolto le loro richieste. (g.z.)
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