Il responsabile del dipartimento dell’Izs «Il primo serbatoio dei parassiti è la volpe»
«La trichinellosi è una zoonosi parassitaria del genere trichinella. Presente in tutti i continenti, tranne che nell’Antartico, è stata segnalata in più di 100 specie di mammiferi, 13 specie di...
«La trichinellosi è una zoonosi parassitaria del genere trichinella. Presente in tutti i continenti, tranne che nell’Antartico, è stata segnalata in più di 100 specie di mammiferi, 13 specie di uccelli, 3 di rettili e colpisce più di 2.500 persone ogni anno e può portare alla morte». Ennio Bandino, responsabile del dipartimento dell’Istituto zooprofilattico di Nuoro, spiega cos’è questa malattia infettiva che può essere trasmessa dagli animali all’uomo e soprattutto quali sono i passi necessari da fare per accertare l’eventuale presenza del parassita vettore con le carni macellate. «Per identificare gli animali colpiti è necessario effettuare un esame di laboratorio. Il principale serbatoio è la volpe, ma anche altri carnivori come il lupo, la martora, la donnola e i gatti selvatici». «La trichinella, se si esclude un’unica positività riscontrata nel 2008 in un cavallo importato dai Paesi dell’Est e macellato regolarmente in un mattatoio della provincia di Cagliari, è stata rilevata solo nei territori del comune di Orgosolo. L’infezione – va avanti ancora Bandino –, dai primi focolai del 2005, si è diffusa in quasi tutto l’agro del Comune di Orgosolo e si avvicina pericolosamente ai Comuni limitrofi. I cinghiali e le volpi del territorio di Orgosolo sono ben monitorati, mentre nelle zone dei comuni limitrofi non si hanno campionature sufficienti sulle volpi per poter stabilire con certezza la presenza o l’assenza della parassitosi».
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