Assalti ai portavalori, sequestrati beni per 15 milioni di euro e un resort sul mare

Assalti ai portavalori, conferenza stampa congiunta di polizia e guardia di finanza (Rosas)

Guardia di finanza di Nuoro e polizia di stato di Nuoro e Cagliari hanno arrestato per riciclaggio quattro persone e messo i sigilli al patrimonio dei due capibanda finiti in carcere lo scorso marzo insieme ad altri 20 complici. In manette un 52enne di Quartu, la compagna 46enne dell'ex vice sindaco di Villagrande Strisaili, un commercialista di Aggius e una 32enne di Loiri Porto San Paolo compagna di Luca Arzu

NUORO. Duro colpo alla banda degli assalti a furgoni portavalori: la guardia di finanza di Nuoro e la polizia di Stato di Cagliari e Nuoro hanno sequestrato beni per 15 milioni di euro ai due capi della banda finiti in carcere nel marzo scorso assieme a 20 complici.Sigilli anche per un favoloso resort sul mare mentre sono stati arrestati i sospetti riciclatori dei proventi delle rapine grazie alle anomalie emerse dall’esame di migliaia di pagine di documenti bancari.

Agli arresti domiciliari, con l’accusa di riciclaggio, sono finiti Roberto Serra, 52 anni, di Quartu Sant’Elena, Silvana Conti, 46 anni, di Villagrande Strisaili, compagna di Giovanni Olianas, ex vicesindaco del Paese, considerato uno dei capi della banda; il commercialista Niccolò Bellu, 48 anni di Aggius, e Tania Serra, 32 anni, di Loiri Porto San Paolo, compagna di Luca Arzu, considerato assieme a Olianas capo dell’organizzazione dei rapinatori.

Il complesso alberghiero sequestrato è l'Ogliastra Beach, nella località turistica di Cardedu, del valore di 13 milioni di euro e che - secondo quanto è emerso dalle indagini - era intestato a Serra in qualità di prestanome di Olianas. La struttura era gestita dalla compagna dello stesso Olianas, tramite la società Cala Luas di cui deteneva il 75% delle quote che ha ceduto ad un parente di Serra i giorni successivi all’arresto del compagno.

Sono stati sequestrati anche sei appartamenti in Gallura, auto, moto conti correnti postali e polizze assicurative. Oltre ai quattro arrestati risultano altre tre persone indagate.  

Scacco alla banda degli assalti ai portavalori, sequestrato un resort sul mare

Singolare - spiega una nota congiunta di finanza e polizia - come uno dei capi dell’organizzazione, impiegato forestale e vicesindaco di un comune ogliastrino, con figli e moglie casalinga a carico, non spendesse un euro degli stipendi che gli venivano mensilmente accreditati sul conto corrente. L’uomo, infatti, non aveva bisogno di prelevare al bancomat potendo disporre tra le mura di casa di tutto il denaro (rigorosamente in contanti) necessario per mantenere un livello di vita più che dignitoso. Denaro naturalmente «sporco» che «ripuliva» grazie ad amici e familiari, oggi finiti in manette.

Le misure cautelari sono state emesse dal Gip Cristina Ornano, su richiesta del sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, Danilo Tronci, che ha coordinato le indagini.

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