Emodializzati e trapiantati riuniti nel segno dell’Aned
L’associazione conferma Sandro Porcu alla guida della delegazione provinciale «Il primo tavolo di confronto tra medici, pazienti, associazionismo e politica»
NUORO. Radicarsi ancora di più nel Nuorese, per promuovere la cultura della solidarietà nei confronti di emodializzati e trapiantati. Sa bene che l’obiettivo è a portata di mano, Sandro Porcu, delegato per la provincia di Nuoro per Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto – onlus), fresco di conferma. Anche perché la generosità dei nuoresi non ha davvero limiti quando si tratta di aiutare chi ha più bisogno.
Un primo tassello di questo grande progetto di solidarietà lo si è potuto intravedere già domenica, nel baricentrico agriturismo Sas Mendulas, in agro di Ghilarza, dove l’Aned regionale, diretto da Annibale Zucca, ha rinnovato il suo direttivo. E lo ha fatto, parafrasando Franco Logias, direttore della rete di Nefrologia e Dialisi dell’Asl di Nuoro, «realizzando il primo vero tavolo di confronto tra medici, pazienti, associazionismo e mondo della politica». Al convegno, moderato da Antonio Rojch e introdotto dal presidente nazionale dell’Aned, Giuseppe Vanacore, erano infatti presenti i primari dei reparti di Nefrologia e Dialisi degli ospedali sardi (oltre al nuorese Logias sono intervenuti Antonio Maria Pinna per Oristano, Maria Cossu per il reparto di Nefrologia Dialisi e Trapianto di Sassari, Raffaele Pistis per Iglesias e Leopoldo Di Lauro per Alghero), nonché il direttore del Centro trapianti di Cagliari: Gian Benedetto Piredda. Il mondo della politica, invece, era rappresentato da Michele Piras, consigliere regionale di Sinistra ecologia e libertà, che ha assicurato massima collaborazione, in un’ottica di riforma della sanità che non sia limitata a mera questione di risorse finanziarie, ma sia votata all’ascolto di istanze e bisogni dei dializzati e dei trapiantati.
Annibale Zucca non si è lasciato sfuggire l’occasione, e – a fine giornata – ha deciso che l’Aned scriverà una lettera all’assessore Luigi Arru per chiedere conto del comportamento di alcune amministrazioni comunali che tardano eccessivamente nell’erogazione dei rimborsi per i pazienti, costringendoli, spesso, ad anticipare di tasca propria.
Il presidente Vanacore ha insistito sull’alleanza tra paziente e medico, da realizzare con il potenziamento della prevenzione e con l’implementazione in tutte le regioni italiane del cosiddetto piano diagnostico terapeutico. Logias ha evidenziato l’importanza dell’emodialisi domiciliare, che a Nuoro è attiva da circa 4 anni. Pinna ha denunciato alcune criticità, come il fatto che, da un paio di anni, in Sardegna non esistono più scuole di specializzazione in nefrologia, mentre i circa 15 medici che a breve andranno in pensione potrebbero non essere tutti sostituiti. La psicologa Carla Porcu dell’Asl oristanese ha parlato dell’importanza che si arrivi a un patto di cura per raggiungere un obiettivo terapeutico comune. Anche Pistis e Di Lauro hanno portato le difficoltà logistiche e di carenza di personale che devono affrontare le realtà di Iglesias e Alghero, mentre Maria Cossu ha insistito sull’importanza che i progetti di dialisi vacanza diventino organici e strutturati come accade in Emilia Romagna e Liguria. Gian Benedetto Piredda ha fornito alcuni dati interessanti sull’attività del Centro trapianti: «quest’anno c’è stato un aumento: con 30/32 pazienti su un milione di abitanti la Sardegna non è seconda a nessuno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
