L’azienda di una coop devastata dal nubifragio
La struttura si trova nella zona di Quirra in un’isola amministrativa di Lanusei Il fiume in piena si è portato via 208 pecore e 12 montoni: a pezzi anche la stalla
TERTENIA. Il vortice ciclonico mediterraneo che ha duramente colpito l’area ogliastrina da domenica notte fino a tutto martedì, ha causato danni a una moderna e attrezzata stalla dove si trovavano anche il fieno e il mangime per gli animali. È stata inoltre registrata la perdita di circa 208 pecore e 12 montoni, morti nel fiume in piena, per un valore di oltre 130mila euro. Il grave danno è stato subìto dagli otto soci della cooperativa agricola Su Nuraghe di Lanusei, allevamento di ovini e caprini, che ha dei terreni nel zona di Quirra (versante opposto a Porto Santoru), a Tertenia, ma in un’isola amministrativa di Lanusei. E ora la cooperativa, che opera su 400 ettari, attende e spera che, una volta terminata la conta dei danni in tutto il territorio comunale, il sindaco lanuseino Davide Ferreli opti per la richiesta di stato di calamità naturale. «Siamo affittuari – spiega la presidente della cooperativa (formata da tre donne e cinque maschi), Alessia Agus, di 27 anni – dei terreni comunali di Quirra, dove vi è un’isola amministrativa del Comune di Lanusei. La notte tra lunedì e martedì a causa del terribile maltempo e le forti raffiche di vento, abbiano subìto ingenti danni alle strutture, al bestiame e alle scorte di fieno e mangime». Alessia Agus precisa che i danni sono relativi allo scoperchiamento di una stalla dove si trovavano, per la notte, oltre 230 pecore pronte al parto, più 12 montoni. «Dalla caduta dei blocchi di cemento armato e travi in ferro – fa rilevare – sono rimaste uccise e ferite varie pecore. Le altre, apertosi un varco per la paura dei forti rumori e boati provocati dalle lamiere e la caduta dei muri, sono scappate in direzione dei campi dove sono solite pascolare. Ma sono state travolte dalla piena del fiume. Purtroppo, vista la tarda ora e il tempo terribile, i soci che erano presenti in azienda non hanno potuto fare niente per salvare il salvabile, vista la furia dell'acqua e del vento. Siamo stati costretti ad aspettare le prime luci del giorno». Alessia Agus ha quindi avvisato il Comune, l’Asl 4, i carabinieri e i vigili urbani. «In tarda serata – conclude – sono intervenuti i vigili urbani per constatare il danno subìto. Hanno detto che avrebbero fatto avere la loro relazione al sindaco e all’Asl 4, anche per lo smaltimento delle carcasse rinvenute. Il sindaco mi ha detto che già inoltrato le pratiche per la richiesta dello stato di calamità naturale».
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