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Competenze sulle scuole e sulle strade

Competenze sulle scuole e sulle strade

La bocciatura con il referendum costituzionale della riforma Boschi restituisce presenza e futuro alle Province. Conferma per Sassari, Nuoro e Oristano, mentre Cagliari si sdoppia, con la provincia...

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La bocciatura con il referendum costituzionale della riforma Boschi restituisce presenza e futuro alle Province. Conferma per Sassari, Nuoro e Oristano, mentre Cagliari si sdoppia, con la provincia del Sud Sardegna e la città metropolitana, che costituisce la prima novità della legge di riordino degli enti locali, approvata dalla Regione nello scorso febbraio. La realtà attuale è di un'isola che prolifera di organismi sovra-comunali, soprattutto se dovessero trovare attuazione, oltre alla città-metropolitana di Cagliari, le città medie (Nuoro, Oristano, Iglesias) e le reti urbane. Così come le Unioni dei comuni, quelle attuali o quelle allargate sino a combaciare con le regioni geografiche storiche. Il tutto in coabitazione con le province. I problemi di amalgama istituzionale non mancheranno, e non solo per i numeri che crescono su enti di cui le ultime riforme avevano promesso una riduzione. Le incertezze sono sulle competenze. La Regione avoca a sé prerogative e funzioni prima distribuite tra gli enti sovra-comunali, se si esclude l'ampio potere della città metropolitana. Ciò che non decide e definisce direttamente l'amministrazione regionale lo lascia all'intervento e all'azione delle Unioni dei comuni, soprattutto per la gestione territoriale dei servizi. Suddivisione dove a ritrovarsi stretto è l'ente-Provincia. Il riordino regionale l'ha appena menzionato, forse con la convinzione che la ghigliottina del governo Renzi non potesse far altro se non cadere e decapitarlo. E mettere fine a una storia lunga oltre un secolo e mezzo, con lacune, certo, ma anche con meriti, se solo si rimane a valutare l'area del Nuorese. Le competenze sono su viabilità e scuole, più che altro, così come scritto nella legge Delrio del 2014, che ha anche deciso di trasformarlo in ente di secondo livello, con il presidente e il consiglio scelti tra i sindaci. (f.p.)

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