Aeroporto, slitta il bando internazionale di vendita
Il prezzo è di circa sei milioni ma la struttura potrebbe anche essere affittata Lo scalo aereo ogliastrino è chiuso ormai da oltre 5 anni e attende un rilancio
Aeroporto di Tortolì: il bando pubblico (e quindi internazionale) di vendita o anche di affitto della struttura slitta alla prima metà del primo mese del nuovo anno. «Abbiamo lavorato anche sotto Natale per la sua predisposizione – ha affermato due giorni fa l’avvocato baunese Stefano Monni, commissario liquidatore dell'AliArbatax spa (società proprietaria dello scalo aereo, che fa capo, per intero, al Consorzio industriale provinciale Ogliastra, con sede nella zona di Baccasara) – e ancora adesso siamo impegnati sul provvedimento. Pensiamo che entro metà gennaio possa essere pronto». Non vi sono certezze, ma a quanto pare il prezzo di vendita dello scalo aereo con pista che termina a 70 metri dalla spiaggia di Basaura, dovrebbe aggirarsi intorno ai 5,7 milioni. Mentre per quanto attiene il contratto di locazione questo dovrebbe essere di 250-300mila euro l'anno. Il 19 giugno 2015 fra il Consorzio industriale provinciale Ogliastra, l’AliArbatax e il Distretto aerospaziale della Sardegna (Dass) venne firmata una lettera d’intenti per un affitto di otto mesi all'anno, sempre per un lustro, a 250mila euro ogni anno. Al Dass, così come è stato dichiarato più volte, la struttura aeroportuale tortoliese interessa per la sperimentazione di droni. Il Consorzio industriale provinciale Ogliastra, con sede a Tortolì, è il socio unico dell’AliArbatax , poprietaria della struttura. Dopo sei udienze che si tennero nel tribunale di Lanusei, il 12 novembre dello scorso anno, l’AliArbatax spa riuscì a evitare il fallimento. E con lo scalo aereo chiuso ininterrottamente da cinque anni e due mesi e mezzo – nel 2011 infatti lo scalo aereo aprì solo dall’8 agosto fino al 10 ottobre, in mini continuità territoriale – occorre cercare subito una via di rilancio della stessa infrastruttura. Il sindaco di Tortolì-Arbatax, Massimo Cannas, ha ricordato che avrebbe preferito la soluzione pubblica. «Sappiamo che il bando avrà valenza internazionale – ha dichiarato – e ci auguriamo che possano spuntare imprenditori, anche locali, interessati a farlo rivivere quanto prima. Chiunque lo acquisirà dovrà garantire le esigenze turistiche e quelle di aviazione generale. E tutto questo nel rispetto delle caratteristiche del luogo in cui è ubicato».
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