Cyberbullismo in crescita e l’età si sta abbassando
L’analisi dei dati raccolti nel Nuorese e in Ogliastra conferma l’allarme «Brusca accelerazione dell’utilizzo dei telefonini anche da parte dei bambini»
NUORO. «Su 873 studenti (457 maschi e 416 femmine) appartenenti a 54 classi di passaggio tra la scuola primaria, le medie e le superiori del territorio, è stato rilevato che sono emerse percentuali preoccupanti per quanto concerne i fattori di rischio costituiti, da un lato, da uno scarso parenteral monitoring (55%) e, in classe, da importanti rapporti di conflittualità (22%) tra gli studenti delle secondarie. Il 42,2% dei bambini della scuola primaria viene isolato o rifiutato durante la ricreazione, momento classico di socializzazione con il gruppo dei pari». Numeri alla mano, a parlare è il dottor Francesco Fadda, responsabile dell’Unità operativa di Pediatria di Comunità della Asl di Nuoro.
«L’elaborazione dei dati emersi dal Rapporto finale 2014 Otb, “Il fenomeno del cyberbulling”, segnala chiaramente che il fenomeno è esteso tanto nei piccoli paesi che nelle città del nostro territorio con dati sovrapponibili a quelli nazionali» aggiunge la dottoressa Damiana Spanu, della stessa Unità operativa.
«Ancora: la dimensione delle classi è ininfluente – precisano i due medici nuoresi – e le prevaricazioni sono presenti anche nei gruppi composti da pochi ragazzi, sia per gli episodi di bullismo che di cyberbulling. Nelle nostre scuole si riscontra che il modo di fare prepotenze con strumenti elettronici ha le caratteristiche di quello diffuso in tutto il mondo – sottolineano in coro Fadda e Spanu –. Nello stesso documento citato emerge che, nel gruppo considerato, il 14,3% ha subito prepotenze attraverso internet. Vengono inoltre rilevati valori superiori di 4,9 punti percentuali, rispetto alle stesse domande del questionario Eqbc (European questionnaire of bullyng and cyber bullyng) del Progetto Ecpr-Daphne II (una ricerca all’interno delle forme di bullismo tra pari a scuola, condotta in gruppi di preadolescenti, per la ricerca di nuove strategie di prevenzione) e riferiti al campione italiano. Con l’utilizzo dei telefonini di ultima generazione, gli smartphone, il fenomeno ha subito una brusca accelerazione essendosi altresì abbassata l’età di fruizione». Dai dati preliminari, risultanti dall’intervento in corso della Pediatria di Comunità della Asl nuorese, «già in IV elementare un’alta percentuale di bambini possiede uno smartphone con accesso diretto a internet, tale strumento viene utilizzato ben più delle due ore al giorno individuate come limite massimo dalla Società italiana di pediatria, e in alcuni casi anche nelle ore notturne». «È nostra convinzione – sottolineano ancora Francesco Fadda e Damiana Spanu – sia indispensabile continuare il lavoro iniziato nel 2007 dal nostro Servizio, su questo argomento. Appare sempre più rilevante tutelare le fasce di età più a rischio, con una promozione e divulgazione dei corretti stili di vita, in maniera incisiva e capillare persuasi, come siamo, dell’importanza della prevenzione a più livelli. Anche quest’anno abbiamo proposto alle scuole, fra gli altri, il percorso sul tema in parola. Alla formazione classica ed usuale, avente come target insegnanti e genitori (curata come Otb), la Unità operativa Pediatria di Comunità ha deciso di unire il coinvolgimento degli alunni della IV e V primaria e dalle I secondaria di primo grado con il progetto “Navigando con barra a dritta”. Attualmente è partito, in via sperimentale, in alcune scuole di Nuoro e del distretto di Sorgono. Riteniamo utile proporre questo progetto, nel prossimo futuro, a tutte le scuole sensibili a questo tema, che si sta rivelando essere una nuova emergenza per la pediatria e per i bambini del nostro territorio».
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