La Nuova Sardegna

Nuoro

L’incognita della stazione dopo il blocco dei treni

di Pietro Rudellat
L’incognita della stazione dopo il blocco dei treni

Parla Angioi, capostazione in pensione ed ex assessore comunale al Bilancio «Chiudere sarebbe una scelta sciagurata, servono interventi definitivi»

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NUORO. Lo stop ai treni sulla tratta Nuoro-Macomer ha scatenato proteste ma che pone anche un interrogativo: la linea verrà riaperta o questa chiusura che si dice temporanea prelude a una chiusura definitiva? La domanda se la pone anche Gianni Angioi, capostazione in pensione ed ex assessore comunale al Bilancio che interviene sulla questione. «In questi giorni – scrive Angioi – si assiste alla legittima preoccupazione degli utenti e alle prese di posizione di parte dell’opinione pubblica per la momentanea chiusura della linea ferroviaria Nuoro-Macomer. Provvedimento sicuramente necessario dal punto di vista tecnico, ma che potrebbe significare, forse, il preludio alla definitiva soppressione del tratto ferroviario, talvolta considerato anacronistico, dispendioso e, oggi, persino pericoloso». «Sulla chiusura – aggiunge l’ex capostazione – può aver inciso la recente condanna del dirigente di movimento riconosciuto responsabile del disastro ferroviario, di circa 10 anni fa, in cui morirono tre passeggeri a seguito di uno scontro frontale fra due treni, sulla linea ferroviaria a binario unico Nuoro-Macomer. Fatto drammatico e insanabile per tutte le persone coinvolte. Ma per capire l’origine del problema è necessario chiedersi del perché, in oltre cent’anni di storia, in tutte le linee delle ferrovie secondarie, presenti in molte parti della Sardegna non è mai capitato un incidente mortale causato da scontro fra treni, seppur a binario unico». La risposta secondo Angioi deriva dal fatto che «le ferrovie secondarie, oggi Arst, avevano ed in parte ancora hanno, regolamenti sulla gestione del movimento treni basata essenzialmente sull’uomo, cioè sulla corresponsabilità di tutti gli operatori presenti nella stazioni ferroviarie, nonché dei casellanti che presenziavano i passi a livello lungo tutta la tratta ferroviaria. A ciò si aggiunga la preparazione e il ruolo altamente qualificato del personale a bordo treno». «Oggi non resta che da chiedersi – aggiunge ancora Angioi – perché e da chi sia stata autorizzata la chiusura delle stazioni, delle cantoniere e della mancanza di vigilanza in tanti e strategici passi a livello. Elementi fondamentali nella sicurezza della circolazione treni,soprattutto nella tratta Nuoro-Macomer».

L’ultima domanda che l’ex capostazione pone è se la linea Nuoro-Macomer serva ancora. «Se la classe politica regionale dovesse ritenere che non serve, la si chiuda e si ponga definitivamente la parola fine ma sarebbe una scelta sciagurata. Ma se si dovesse ritenere che con gli opportuni interventi di modernizzazione, con riduzione di costi e elevati livelli di sicurezza, la ferrovia debba ancora esistere, per tutte le note motivazioni di carattere sociale, ambientale e culturale, si proceda allora speditamente e senza indugio in tale direzione, con interventi strutturali certi e definitivi».

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