Appello del sindaco Piras: «La 129 è pericolosissima»
Dopo l’ultimo incidente il primo cittadino di Oniferi chiede interventi sulla strada «Non basta che l’Anas sistemi il guard rail, servono lavori per renderla sicura»
ONIFERI. «La pericolosità di quel tratto di strada è fuori discussione ed è necessario intervenire al più presto per evitare altre croci».
È l’appello categorico della sindaca di Oniferi, Stefania Piras che interviene in merito alla strada 129, di competenza Anas. Il tratto della Statale che passa in territorio di Oniferi, un rettilineo apparentemente senza pericoli, si è rivelato troppe volte una trappola mortale.
Nell’ultimo anno, infatti, hanno perso la vita la giovane madre Antonella Galistu, 35 anni con il suo piccolo di 15 mesi di Bottida, Gavino Piredda di Oniferi, di soli 29 anni, e appena qualche giorno fa Gianfranco Fae, carabiniere cinquantenne di Bono in servizio a Nuoro.
Ma quasi ogni giorno si verificano tamponamenti, fortunatamente senza gravi conseguenze, o anche invasioni da parte di animali che rappresentano un altro vero e proprio problema per la sicurezza stradale.
«È una strada che è percorsa ogni giorno da centinaia di macchine e sulla quale la segnaletica orizzontale e verticale è praticamente inesistente» continua ancora Stefania Piras. L’appello del primo cittadino barbaricino a una maggiore attenzione e a interventi rapidi per questo tratto da parte dell’Anas, arriva all’indomani della tentata risistemazione del guard rail proprio dove qualche settimana fa ha perso la vita il povero carabiniere.
«Gli operai dell’Anas due giorni fa hanno proceduto a ripristinare la barriera metallica, ma diversamente da come era posizionata prima dell’incidente, l’hanno fatto senza considerare che proprio in quel punto c’è l’accesso a un’azienda agricola – spiega il primo cittadino –. Hanno letteralmente sbarrato l'ingresso a un pastore che ha dovuto ricorrere alle forze dell’ordine per dimostrare che, carte alla mano, lì c’era l’accesso alla sua azienda agricola. Con il risultato che gli operai hanno dovuto smontare il guard rail e lasciare il tutto com’era – continua la giovane amministratrice –. Il problema, insomma, non si risolve con due metri di barriera di ferro in più, ma intervenendo sul fatto che in quella strada si va troppo veloci, e si superano di gran lunga le velocità consentite. È fondamentale – aggiunge l’amministratore comunale – dissuadere i guidatori dal premere troppo sull’accelleratore: gli strumenti ci sono, che sia un autovelox, o i dossi, una cartellonistica adatta, ma qualcosa si deve assolutamente fare. In merito poi agli accessi agli ovili, legittimi ed esistenti da sempre, è chiaro che è impossibile continuare a tollerare che abbiano accesso diretto sulla strada. Bisogna costruire corsie di accellerazione e quindi entrate sulla statale più sicure, in modo da evitare situazioni di pericolo per chi va in ovile e per chi transita sulla statale tutelando quindi lo scorrere del traffico e permettendo ai pastori di lavorare tranquillamente».
La condizione della strada statale 129, e della pericolosità di alcuni suoi tratti è comune a tante altre strade della provincia nuorese.
Il verificarsi di incidenti, nel 2015 in aumento rispetto al 2014, è però spesso associato oltre che alle condizioni stradali anche alle troppe distrazioni dovute all’utilizzo degli smartphone e alla velocità spesso elevata.
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