La Nuova Sardegna

Nuoro

«La Regione ci sta asfissiando ribelliamoci»

di Pier Luigi Piredda
«La Regione ci sta asfissiando ribelliamoci»

«Stiamo parlando con Gallura e Ogliastra Senza decentramento i territori moriranno»

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NUORO. Un anno e mezzo per prendere in mano la macchina amministrativa. Problemi da affrontare a iosa in una città ripiegata su se stessa che avrebbe tanta voglia di emergere, ma che è sommersa da vecchi debiti che gravano sul bilancio comunale in maniera ancora molto pesante, oltre 5 milioni all’anno per i prossimi 30 anni. Ma il sindaco Andrea Soddu, arrivato sulla scranno di piazza Italia quasi a furor di popolo, con una maggioranza schiacciante, non si è fatto prendere dal panico. Ha affrontato in maniera pragmatica e con la necessaria serenità tutti i problemi più scottanti e ora sta cominciando a entrare più a fondo nella vita della città. Programmando, decidendo e, perché no, passando al contrattacco. E così, prima di avventurarsi nella realtà nuorese, per parlare delle cose fatte e da fare in questo 2017, indossa i panni di “novello Masaniello” e parte lancia in resta all’assalto della “Regione matrigna”, uno dei cavalli di battaglia del suo burrascoso inizio legislatura quando era stato (e lo è tuttora) il capopopolo della rivolta contro la legge di riforma degli enti locali che penalizza in maniera pesantissima la Sardegna centrale a favore dell’area metropolitana del Sud Sardegna.

«La più grande sfida del 2017 sarà quella di costituire una aggregazione forte, anzi fortissima dei territori del Nuorese, dell’Ogliastra e della Gallura – ha spiegato Andrea Soddu, infervorandosi e lasciando intendere la grande voglia di combattere –. Una sorta di grande provincia che combatta lo strapotere di Cagliari. Un unico organismo che contrabatta questa Regione accentratrice, inefficiente e asfissiante. Dobbiamo ribellarci e puntare verso una vera autonomia che per i nostri territori dovrà significare decentramento. Basta subire, basta imposizioni e scelte calate dall’alto e basta anche con finanziamenti erogati con il contagocce, che ci arrivano quasi per grazia ricevuta nonostante ci spettino di diritto. Vogliamo essere protagonisti del nostro futuro – ha aggiunto Soddu –. Per questo, con alcuni sindaci stiamo parlando da tempo di questo progetto e forse adesso è arrivato il momento di metterlo in pratica. Dobbiamo farlo se non vogliamo morire. Ma dovremo restare uniti, perché quando siamo soli veniamo schiacciati. E non dobbiamo farci imbonire da promesse che come al solito restano vuote».

Torniamo alla città. Dopo un anno e mezzo di idillio, qualcuno sta cominciando a storcere il naso e lamentarsi.

«L’inizio è stato in salita con i conti veramente in rosso – ha replicato il sindaco –. Quindi, il nostro primo obiettivo è stato quello di rimettere in funzione la macchina amministrativa e migliorarla. Mancavano un direttore generale, diversi dirigenti e c’era anche un buco nell’organico di almeno un centinaio di dipendenti, oltre a vari contenziosi. Siamo riusciti a sistemare il problema delle alte professionalità, sanare i contenziosi e persino stabilizzare 23 precari storici. Abbiamo anche fatto un bando per la mobilità di altri dipendenti perché il nostro obiettivo è quello di erogare al meglio i servizi ai cittadini.

Ma i cittadini si chiedono che cosa ha fatto finora quest’amministrazione? Le prime critiche cominciano ad arrivare e l’accusa più frequente è quella di immobilismo?

«Le critiche era logico che arrivassero e dobbiamo viverle in maniera positiva perché devono servire da stimolo – ha ribadito Andrea Soddu –. Ma a parlare credo che siano i fatti. Provo a elencare un po’ di cose fatte, giusto quelle a nostro parere più importanti e qualificanti. Innanzitutto, la stabilizzazione dei precari storici: siamo stati presi a esempio in tutta Italia e quindi credo che siamo stati bravi. Poi, i lavori della caserma di Pratosardo che erano fermi al palo e abbiamo fatto ripartire e addirittura concluso. Tra poco ci sarà la cessione all’Esercito. Il piano di riqualificazione di Sa ’e Sulis, il rifacimento della scuola media n.1, 5 milioni di interventi per migliorare la qualità delle scuola cittadine, la costruzione imminente della nuova scuola a Monte Gurtei, il contratto per la Pedemontana, il completamento della rete informatica, l’asfalto nelle strade di Cortes, l’aver imposto e ottenuto che le varie aziende che svolgono lavori in città si preoccupino del ripristino dell’asfalto, la riapertura del Museo Tribu, il piano di riqualificazione delle periferie sulle quali stanno per arrivare 39milioni da utilizzare, la diminuzione di un milione della Tasi e la diminuzione dell’85 per cento della Tasi per le aziende di Pratosardo. Non mi sembra che in questo anno e mezzo siamo rimasti immobili? C’è da fare e per questo stiamo continuando a impegnarci».

Le lamentele crescono quando si affronta il problema rifiuti. Nuoro non è una città “sporca”, ma il servizio potrebbe migliorare e poi c’è quell’appalto che si trascina da anni, da una proroga all’altra. Fino a quando ancora?

«Stiamo valutando se fare un affidamento mediante una gara d’appalto – ha spiegato il sindaco – oppure affidarci a una società in house del Comune. Lo deciderà il consiglio, ma noi siamo orientati in questa direzione. Certo sarà necessario aggiornare il servizio, ma puntiamo a farci tutto noi, visto che già ora funziona abbastanza bene e siamo riusciti a diminuire i costi. Inoltre, presto a Pratosardo sarà aperto un centro di stoccaggio della frazione umida. La strategia rifiuti zero non è utopia».

Altro argomento scottante che si trascina dal momento dell’elezione e ancora oggi tiene banco senza che all’orizzonte si intravveda una soluzione: il Campus universitario. Se si farà, sorgerà nell’ex Mulino Gallisay o nell’ex Artiglieria?

«Noi crediamo che l’ex Mulino debba ospitare tutti i corsi universitari, mentre gli alloggi degli studenti dovranno essere ricavati nell’ex Artiglieria dove sarà realizzata una cittadella sportiva aperta a tutta la città. Il nostro obiettivo è stato sempre quello di integrare gli studenti nel tessuto sociale cittadino e questa è la soluzione ottimale. Speriamo che la Regione sblocchi i finanziamenti già destinati per il Museo del’identità, come ha confermato più volte il presidente Pigliaru al quale il nostro progetto è piaciuto da subito. Sarà un passo importante per la nostra università, che sta crescendo ma nessuno se ne accorge. Basti pensare che le iscrizioni sono aumentate del 30 per cento forse anche grazie alla Carta dello studente, frutto dell’accordo tra Uninuoro e Banco di Sardegna».

Il 2017 sarà l’anno di...?

«Del Monte Ortobene, la nostra ricchezza – ha concluso il sindaco Andrea Soddu –. Abbiamo avviato il percorso per trasformarlo in una vera attrattiva turistico-ambientale. Dobbiamo riuscirci».

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