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Nuoro

Posada ricorda padre Giuseppe Coco Tolu

Festeggiamenti e inaugurazione di una strada nel trecentesimo anno dalla morte del gesuita

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POSADA. Fu la peste nel maggio del 1717 a spegnere la vita di Padre Giovanni Giuseppe Coco Tolu il Gesuita nativo di Posada e missionario nella provincia del Paraguay in America Latina morto a 74 anni in Bolivia. Quest’anno nel trecentesimo anniversario dalla morte, Posada ricorda il suo illustre concittadino con una serie di manifestazioni che prenderanno il via oggi all’auditorium e si concluderanno il 27 ottobre con l’inaugurazione di una via nel centro storico.

Giovanni Giuseppe Coco che poi mutò il suo cognome in Tolu è uno dei personaggi de “Le sette stelle della mano di Gesù” una ricerca di Antonio Maccioni riportata nel libro sulla vita di sette sardi gesuiti. Prendendo spunto da questa pubblicazione, don Stefano Paba parroco di Posada, ha condotto un ulteriore ricerca nell’archivio diocesano e in quello della cattedrale di Siviglia proseguendo in quello storico dei Gesuiti in Bolivia e raccogliendo inoltre altre preziose informazioni per stendere la sua biografia. Juan Josè Coco nasce a Posada nel 1643 da una famiglia nobile, a vent’anni entra nella compagnia di Gesù di Cagliari completando i corsi in lettere umane e grammatica. Dopo aver insegnato per due anni dai gesuiti di Alghero, torna a Cagliari per proseguire gli studi. In questo periodo, ottiene il consenso a recarsi in Paraguay dove il procuratore generale padre Cristobal Altamirano, sta organizzando una missione. Dopo aver preso i primi voti nel 1666 a Cagliari, parte per Barcellona in compagnia dei novizi Giovanni Antonio Solinas di Oliena e Michelangelo Serra di Iglesias.

Il 27 maggio 1673 viene ordinato sacerdote e pochi mesi dopo, assieme ad una trentina di religiosi gesuiti salpa per l’America diretto in Paraguay dove vi giunge nel marzo 1674. Qui cambia il suo cognome in Tolu e viene destinato alle missioni di Paranà e Uruguay. Padre Jose opera tra le popolazioni Guenàos tra il fiume Uruguay e il mare per 12 anni, viene inviato poi al collegio di Santa Fè in Argentina sommando l’incarico di procuratore del Collegio e prefetto della congregazione.

Fonda la Reducion de San Ignacio de Tariqueta e nel 1701, all’età di 56 anni, è inviato a sovrintendere tutte le missioni degli indios Chiquitos. «Nel 1717 un epidemia di peste sconvolge quella parte della Bolivia, Padre Josè accusa forti dolori di stomaco – come scrivono le cronache dell’epoca – che lo portano alla morte dopo 53 anni passati tra i gesuiti. (s.s.)

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