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Nuoro

Ottana, Boes e Merdules pronti a “sa prima essia”

di Federico Sedda
Ottana, Boes e Merdules pronti a “sa prima essia”

Il paese si prepara all’uscita delle maschere tradizionali per Sant’Antonio Il 16 gennaio ci sarà la benedizione del falò e la donazione del pane

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OTTANA. Non si sono ancora spenti gli echi dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno che Ottana si prepara già a una nuova festa: “sa prima essia” (la prima uscita) delle maschere etniche boes e merdules che si terrà la sera del 16 gennaio prossimo in occasione dei vespri e dell’accensione del fuoco in onore di sant’Antonio abate.

La manifestazione, che apre le porte al carnevale, è promossa dall’amministrazione comunale, dal comitato di sant’Antonio e dall’ associazione culturale “Sa Ilonzana” che anche quest’anno si occuperà dell’organizzazione dell’evento “Caratzas in Ottana”, maschere a Ottana, finanziato dal Comune con 13mila euro.

«Il 16 gennaio 2017, giornata dedicata al rituale del fuoco di sant’Antonio – si legge in una nota dell’assessorato comunale alla Cultura guidato da Riccardo Spanu – si terrà “Sa prima essia”. La comunità, organizzata in gruppi, procura, come da tradizione, la legna per l’accensione del grande fuoco. Nel pomeriggio ci sarà la benedizione del falò e la donazione del pane di sant’Antonio.

Alle 18 ci sarà l’uscita delle maschere con l’offerta di vino, cena in piazza, balli e animazione”. Boes, merdules e filonzana faranno il loro ingresso in piazza san Nicola, ai piedi della grande basilica romanica, quando le fiamme saranno già alte.

Le maschere arriveranno nel bel mezzo della festa annunciate dal suono ritmato dei campanacci. Gireranno per tre volte intorno al fuoco seguendo ritmi ancestrali alla ricerca di presagi propiziatori. Un evento suggestivo e misterioso quello di “sa prima essia” che non solo apre le porte al carnevale, ma suggella anche l’intreccio tra la sacralità dei vespri e la ritualità profana delle danze propiziatrici intorno al falò di sant’Antonio.

La lunga giornata comincerà alle 10 con la preparazione della grande catasta di legna, che, con l’accensione del fuoco prevista per le 16, arderà per tutta la notte.

Anche le celebrazioni religiose avranno inizio alle ore 16, nella chiesa dedicata a sant’Antonio, con la celebrazione del rosario e della messa.

Seguirà la processione, la benedizione del falò e la distribuzione del tradizionale pane votivo. All’imbrunire faranno la loro apparizione le maschere etniche, boes e merdules, infagottati nelle pelli di pecora, con i campanacci a tracolla e le maschere sul viso intagliate nel pero selvatico.

Seguirà, ultima, ma temuta, la vecchia filonzana, la lugubre parca che fila il destino degli uomini.

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