La Nuova Sardegna

Nuoro

Gli operai ex tessili pronti a una nuova mobilitazione

di Tito Giuseppe Tola
Gli operai ex tessili pronti a una nuova mobilitazione

Macomer, chiedono la riapertura dei termini per l’accesso agli ammortizzatori Lettera al presidente Francesco Pigliaru e all’assessore al Lavoro Mura

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MACOMER. Se la Regione non riaprirà i termini per consentite agli ex tessili della provincia di Nuoro di presentare le domande di accesso agli ammortizzatori in deroga, a breve partirà una nuova mobilitazione. L’ultima beffa si è consumata ai primi di dicembre, quando l’assessorato regionale al Lavoro ha aperto i termini per le domande dando dieci giorni di tempo per compilare una modulistica complessa sulla quale non bisogna sbagliare neppure una virgola. Dal pomeriggio del 2 dicembre e fino al 12 dicembre era necessario inserire on line una miriade di dati, di cui l’assessorato al Lavoro già dispone, per alcune centinaia di lavoratori che con la fine degli ammortizzatori sociali si ritrovano senza risorse, con famiglia a carico e senza prospettive di occupazione. I sindacati hanno chiesto all’assessore al Lavoro e al presidente della Regione di riaprire il termini per la presentazione delle domande. «Tale richiesta è motivata – scrivono – dal fatto che diversi lavoratori del settore tessile nuorese, aventi diritto, sono rimasti tagliati fuori a causa del poco tempo a disposizione per la presentazione delle richieste». Nella lettera inviata a Francesco Pigliaru e a Virginia Mura ricordano che tra il 2 e il 12 dicembre, dieci giorni in tutto, cadevano due sabati, altrettante domeniche e la festa dell’Immacolata, cinque giorni in tutto nei quali era impossibile divulgare l’informazione per mettere al corrente i lavoratori e compilare le domande on line. «È ovvio che in un periodo di tempo così breve non è stato possibile rintracciare tutti gli interessati e inserire nel sistema le richieste. Viste le condizioni di disagio in cui versano gran parte degli interessati, senza più nessuna fonte di reddito e senza possibilità di trovare una nuova occupazione, anche a causa della loro età, riteniamo che non possano essere assolutamente esclusi dalla possibilità di accedere all’ammortizzatore sociale in deroga». I sindacati non nascondono il disappunto per la situazione che si è creata e per il fatto che i tessili vengono esclusi dai benefici del provvedimento che rimette in gioco gli ammortizzatori sociali in deroga. «È evidente che nelle intenzioni dell’assessorato al Lavoro – dice Jose Mattana della Cgil – c’era la volontà di consentire l’accesso alla mobilità in deroga solo a un numero molto limitato di lavoratori, in particolare quelli provenienti da aziende per le quali sono in corso trattative per la riapertura e la ripresa delle produzioni, che sono abbastanza pochi e ben individuati, altrimenti non si spiega un periodo di tempo cosi breve per presentare le domande. A qualcuno che ha chiesto spiegazioni pare abbiano risposto che c’era l’esigenza di esaminare e quantificare le domande entro il 31 dicembre 2016. Ad oggi nessuna delle domande inviate è stata lavorata». Anche per i sindacati non è facile spiegare ai lavoratori la loro esclusione. «Le misure alle quali si è lavorato nell’ultimo anno non hanno prodotto risultati – dice Katy Contini della Cisl –, il bando della Flexicurity annunciato ripetutamente non si è ancora visto. La pazienza ha un limite, soprattutto di fronte ad atteggiamenti dell’assessorato al Lavoro che sanno quasi di provocazione. I tessili non hanno ricevuto le attenzioni che avevano chiesto con le battaglie portate avanti due anni fa. Ben diverse le risposte arrivate dalla Presidenza della Regione alle quali, però, non ha fatto seguito l’impegno dell’assessorato al Lavoro».

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