Discarica a cielo aperto: parte la caccia ai vandali
Macomer, nel monte Sant’Antonio sono stati eliminati tutti i cassonetti Il Comune corre ai ripari e semina in tutta la zona una serie di “videotrappole”
MACOMER. C'è chi si impegna nella raccolta differenziata separando e conferendo correttamente i rifiuti (e a Macomer lo fanno in tanti), e c'è invece una minoranza che persevera nei comportamenti incivili e scarica i rifiuti dove capita, soprattutto al monte Sant'Antonio, che nella bella stagione diventa luogo di ritrovo per famiglie e comitive. Domenica mattina uno dei cassonetti sistemati per consentire a chi consuma uno spuntino nel parco di smaltire i tovaglioli che avvolgono il panino e la busta con la quale si è portato appresso la merenda, era sommerso da rifiuti di ogni tipo. Vista la quantità, è da presumere che non fossero i residui del pranzo di un gruppo di escursionisti, anche perché il clima dei giorni scorsi non invogliava a trascorrere una mattinata al monte col pranzo al sacco. Per quanto una comitiva possa essere numerosa e affamata, è anche difficile che produca una quantità di rifiuti come quella che è stata abbandonata dentro e fuori dal cassonetto sistemato vicino alla chiesa dove nel mese di giugno si celebrano le novene e la festa del Santo. Quello di domenica non è un episodio isolato. Nei giorni precedenti, nel parco è stato abbandonato un altro mucchio di rifiuti in un cassonetto traboccante e una parte era sparsa attorno. Anche qui c'era di tutto, più o meno la stessa tipologia di rifiuti abbandonati vicino alla chiesa: sacchi in plastica pieni da lattine di birra, tovaglioli, residui di cibo, piatti, bicchieri e bottiglie in plastica e qualcuna di vetro. Al primo episodio, che risale a circa dieci giorni fa, il Comune ha pulito tutto e ha eliminato il cassonetto per evitare che potesse ripetersi, ma evidentemente le abitudini incivili non sono facili da sradicare e domenica la discarica si è spostata più a monte. Rifiuti e cassonetto anche in questo caso sono stati eliminati, ma l'area è stata disseminata di videotrappole, sistemi di ripresa miniaturizzati che sono stati nascosti nella zona e che serviranno per individuare chi smaltisce illegalmente i rifiuti. «Non si tratta dei residui di uno spuntino al monte – dice l'assessore Giovanni Lai, il quale si è occupato del problema – ma di un'abitudine incivile. Tanti rifiuti possono essere trasportati solo con un furgoncino o un pick up. C'è gente che trova più facile smaltirli a questo modo e a danno di tutti piuttosto che fare la raccolta differenziata in modo corretto. C'era di tutto, anche un grosso tappetto in materiale acrilico. Lo fanno apposta? Non lo so. Dico solo che vanno incontro a sanzioni pesanti. Se le videotrappole dovessero riprenderli, non vengano poi a lamentarsi o a giustificarsi, perché il comportamento incivile chi chi vanifica lo sforzo e l'impegno di tutti per ridurre i costi di un servizio che costa non hanno nessuna giustificazione».
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