Unione dei Comuni bando per gestire l'emergenza migranti
Macomer, si punta sull'accoglienza diffusa nel territorio Riaperti i termini per verificare possibilità alternative
MACOMER. «L’accoglienza diffusa che evita concentrazioni inaccettabili che prima o poi finirebbero per creare tensioni e problemi con i residenti è in linea con le nuove politiche del Governo nella gestione dei profughi e dei richiedenti asilo in fuga dalle zone di guerra e dalla fame» è questa la soluzione proposta dall’Unione dei Comuni del Marghine per gestire il fenomeno che prima o poi toccherà anche la Sardegna centrale. Ed è la stessa indicata dal ministro dell’Interno. Il Comune di Macomer e quelli della zona erano già avanti da mesi sul percorso che lo Stato intende seguire nella gestione delle migrazioni che arriverà prima o poi a toccare il territorio.
Anche per questo sono stati riaperti i termini del bando pubblicato a ottobre per verificare le possibilità e le modalità alternative di accoglienza e di concreta integrazione sociale dei richiedenti protezione internazionale: la proroga è fino al 30 gennaio.
«L’orientamento del Governo conferma che la nostra proposta, messa nero su bianco con un bando pubblico per raccogliere le manifestazioni di interesse ad accogliere i migranti, ha una sua validità e oggi è in linea con le politiche nazioni messe in campo per gestire il fenomeno – dice il presidente dell’Unione e sindaco di Macomer, Antonio Succu _. La linea indicata dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, è la stessa che noi abbiamo messo in campo per prepararci a gestire in modo corretto una situazione che prevedibilmente si presenterà anche da noi. Significa anche che avevamo visto giusto quando abbiamo deciso di prepararci a gestire un fenomeno epocale che potrebbe toccare anche i nostri paesi».
Alla fine dello scorso anno, dopo la scadenza entro la quale poteva essere presentata la manifestazione di interesse sollecitata dal bando dell’Unione dei comuni, si sarebbero presentati dei soggetti interessati ad accogliere dei profughi. Da qui l’esigenza di riaprire i termini e di riprendere al più presto in discorso avviato la primavera scorsa con la Prefettura. Prima della proroga della scadenza, il bando aveva raccolto sei le adesioni, delle quali cinque a Macomer e una a Bolotana. Due provengono da altrettanti bed&breakfast. Complessivamente possono dare ospitalità a circa venti migranti, praticamente una famiglia per ogni soggetto che ha manifestato disponibilità all’accoglienza. Dei dieci comuni del Marghine hanno aderito al progetto in otto. Lei e Noragugume hanno scelto di non partecipare. Considerato che negli otto comuni risiedono circa 20 mila abitanti e che secondo le direttive del Viminale per risolvere il problema attraverso la cosiddetta “accoglienza diffusa” che prevede 2,5 migranti ospitabili ogni 1000 abitanti per ogni comune, complessivamente si dovrebbe arrivare a una cinquantina di profughi, di cui 25 a Macomer e gli altri distribuiti nei paesi del territorio. La scorsa primavera è stata scartata l’ipotesi di utilizzare l’ex carcere come centro di accoglienza. (t.g.t.)
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