La Nuova Sardegna

Nuoro

Orgosolo, un arbitrato deciderà il futuro della diga Cumbidanovu

di Nino Muggianu

Fra un mese si conoscerà l’esito del contenzioso tra il Consorzio di Bonifica e l’impresa Itinera Il presidente Ambrogio Guiso è ottimista: «Troveremo un accordo, i lavori riprenderanno presto»

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ORGOSOLO. Fra meno di trenta giorni si conoscerà il destino della diga di Cumbidanovu. È il termine ultimo dell'arbitrato tra l'ente appaltante dell'opera, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, e l'impresa Itinera, che ha in appalto i lavori. Le prospettive sembrano positive. Ci sono i fondi necessari, 28 milioni, quindi la volontà della Regione, dell'impresa e del Consorzio.

Se tutto andrà come auspica il presidente del Consorzio,Ambrogio Guiso, entro la fine dell'estate verranno rimontati i macchinari e poi, tempo due anni e due mesi (800 giorni), la diga sarà una realtà. Sarebbe la fine di una lunga telenovela, tra stop fallimenti e rinvii, iniziata diversi anni fa. E sopratutto una boccata di ossigeno per una cinquantina di operai più l'indotto.

Ma proprio le vicende dell’opera pubblica più importante dell'isola,unica diga in costruzione in Italia, consigliano prudenza. Meglio aspettare. «Sono convinto che le cose andranno in porto perchè c'è la massima disponibilità da a parte nostra e di tutti», dice Guiso. Del resto dopo il passaggio del Ciclone Cleopatra, che ha decretato il lungo stop spazzando via il cantiere della diga, «la Regione si è resa conto che in caso di calamità naturali , le assicurazioni non hanno corrisposto ciò che dovevano per cui bisogna dare una mano all'impresa. Se non ci fosse stata l’alluvione del 2013 a questo punto sarebbe stata ultimata».

I lavori di pulizia del cantiere erano stati ultimati alla fine del mense di agosto 2016 . Da allora sono scattati gli otto mesi per fare l'arbitratto. Mancano 30 giorni, poi se tutto andrò come ci si augura, nel giro di sette mesi verrà rimontato il cantiere . «Alla fine dell'estate potrebbero partire i lavori e da quel momento non ci si fermerà più», afferma Guiso, con la speranza che ci siano le giuste clausole che chiariscano che ogni ulteriore stop ingiustificato verrà sanzionato. Ecco cosa era successo: «Dopo i danni subiti a seguito dell’alluvione del 2013, l'impresa per poter ricominciare i lavori veri e propri aveva messo delle riserve che l'ente appaltante, ossia il Consorzi del Govossai non poteva accettare, non avendone la competenza, né potere giuridico né tanto meno contrattuale – dice il presidente Guiso – e dunque avevamo preteso che si andasse avanti in base all'appalto». Si era così creata una controversia fra l'ente e l'impresa. A questo punto è nato un arbitrato con tecnici e legali a rappresentare entrambe le parti. Un lavoro che è andato avanti per circa sei mesi. «L’altro ieri a Cagliari abbiamo avuto la penultima riunione e adesso tra trenta giorni l'arbitrato darà la sua soluzione . Speriamo che sia quella definitiva e che si possa parlare di ripresa dei lavori. Se sarà positiva, ci vorranno circa sei mesi per montare il cantiere. Poi, 800 giorni per i finire i lavori della diga , senza più scuse di nessun genere . L’impresa ha assicurato che non dovrà più fermarsi».

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