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Detenuti al lavoro nelle campagne

di Bernardo Asproni
Detenuti al lavoro nelle campagne

Il progetto Fainas ideato dalla cooperativa Baronia Verde di Irgoli

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LOCULI. L’obiettivo è la rieducazione dei detenuti. Per questo è nato il progetto Fainas, proposto dalla cooperativa Baronia Verde di Irgoli e finanziato dal dipartimento delle politiche sociali della Regione.

Il progetto, che è iniziato un anno fa ed è in dirittura d’arrivo, coinvolge dieci persone di vari paesi del nuorese, che hanno appena concluso o stanno per concludere l’espiazione della loro pena detentiva.

Partecipano al programma, oltre ai servizi sociali dei comuni di provenienza dei detenuti, comprende l’ufficio esecuzione penale del tribunale di Nuoro, le Fattorie didattiche sociali, l’agenzia Laore, la rete nazionale delle Fattorie sociali.

La cooperativa Baronia Verde di Irgoli non è avvezza a progetti di inclusione sociale in ambito rurale, ma da anni gestisce progetti a livello nazionale, come ad esempio il progetto Reli sulle dipendenze da alcol e stupefacenti finanziato dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

«L’obiettivo del progetto Fainas – spiega Costantino Spada, presidente della cooperativa – è quello di attuare processi di inclusione, aiutando le persone ad acquistare la propria autostima e la consapevolezza delle proprie capacità, applicandole all’interno di un processo di inserimento socio-lavorativo volto a acquisire nuove competenze professionali». Il progetto si articola in percorsi formativi di raccolta e lavorazione delle piante palustri del territorio, la pianta e il giunco, e di recupero di antiche tradizioni artigianali come la realizzazione di cestini, stuoie e oggetti di arredo.

Un ruolo importane nel progetto riveste l’imprenditoria, in particolare le Fattorie didattiche e sociali che ospitano i partecipanti per tutta la durata del percorso, favorendo così l’integrazione dei detenuti o ex detenuti. «Spesso – continua Costantino Spada – i tirocinanti vengono assunti dalle aziende ospitanti. L’arma vincente nei progetti di inclusione è fare rete con il tessuto socio-economico del territorio». «Da soli non si va da nessuna parte – sottolinea Michele Ruiu, titolare della Fattoria didattica e sociale Funtan'Arva di Loculi e presidente della rete – Il progetto ha permesso il consolidamento dei diversi rapporti di collaborazione tra imprese locali e regionali sul tema dell’inclusione sociale, sfociato nella costituzione della prima rete di imprese a carattere regionale, la Rete Fainas. Quattordici imprese di vari comparti (agricole, agrituristiche, fattorie didattiche e sociali, cooperative sociali, società di servizi formativi e di trasporto) hanno deciso di unire le loro forze per sviluppare sistemi e azioni innovative finalizzate alla vera inclusione sociale, con particolare attenzione all’agricoltura». «Nel lavoro della campagna – dice Michele Ruiu – non ci sono differenze di condizione sociale, le braccia sono tutte uguali e ognuno di noi trova la propria dimensione utile alla vita della fattoria. La Rete Fainas vuole essere per le comunità un valido strumento per creare quel senso di comunità necessaria a sconfiggere quella diseguaglianza sempre più frequente nella nostra società».

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