La Nuova Sardegna

Nuoro

Soddu: «La Regione ci aiuti o scenderemo in piazza»

di Francesco Pirisi
Soddu: «La Regione ci aiuti o scenderemo in piazza»

Il sindaco chiede un aiuto politico per risolvere i problemi economici del Comune «Abbiamo trovato una situazione disastrosa, aggravata da cause milionarie»

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NUORO. Il Comune è azzoppato dal carico di 50 milioni di euro di debiti pregressi e chiede l'intervento risolutore della Regione: «Se non dovesse intervenire, porterò la città in piazza» questo l'annuncio del sindaco Andrea Soddu che prefigura un'immagine da sommossa per il diritto al pane del tempo passato.

L'avvocato alla guida del municipio da un anno e mezzo chiarisce la situazione: «Non siamo all’antefatto del dissesto finanziario. L’ente svolge il suo compito, assicura i servizi e la funzionalità delle strutture, anche grazie al lavoro fatto per razionalizzare la spesa e tagliare i costi. Ciononostante, 5 milioni all’anno ipotecati per far fronte all’ammortamento dei mutui condiziona non poco la nostra opera, perché costringe a rinunciare a interventi sulla viabilità, sul decoro urbano, sulle risposte nell’ambito dei servizi sociali».

La preoccupazione è anche per il fatto che il quadro non si schiarisce. L’ultima comunicazione di un tribunale arrivata negli uffici di via Dante condanna il Comune a pagare un milione di euro a un’impresa per lo smaltimento dei rifiuti costituitasi in giudizio per un appalto di un paio di decenni addietro. Il sindaco assicura che la notifica è una delle tante, come una pioggia che cade su una copertura imperfetta, in questo caso per via di espropri lasciati a metà o anche indennizzi di cittadini vittime di strade dissestate ed elementi di sicurezza rimasti sulla carta dei piani urbanistici. Tanto che l'asticella vira, si posa, indietreggia, ma poi in modo quasi beffardo risale sui circa 50 milioni di debiti complessivi, dove ci sono anche i mutui accesi negli anni per chiudere le precedenti falle.

Tanto da rendere quasi come non fatte le stesse operazioni risanatorie della giunta guidata da Alessandro Bianchi, intervenuta per far fronte alle richieste di risarcimento per il naufragio del palazzetto dello sport a “Tanca ’e s’ena” (sulla vecchia provinciale per Mamoiada) e per l’esproprio dei 4mila metri a Ortu ’e Tissi, dove è sorto uno dei complessi Pilotis. Lo squarcio più profondo della realtà è stato il risultato della commissione d’indagine del Consiglio comunale, che ha lavorato per un anno con la presidenza di Peppe Montesu, del gruppo di opposizione “Nuova Nuoro”. Tredici esponenti, uno per ogni formazione politica, impegnati a svelare manchevolezze e misteri su costi di espropri gonfiatisi come mongolfiere e progetti pagati per opere mai nate. Il presidente Montesu: «L’analisi ha fatto emergere sia responsabilità politiche, sia della burocrazia, soprattutto per via di iter di espropriazione dove gli unici atti ufficiali sono state le lettere in cui veniva comunicata la decisione di partenza dell’amministrazione. Il resto è stato un vuoto assoluto, tanto da dare la possibilità ai cittadini interessati di fare valere le loro posizioni oltre quelle che potevano essere le pretese iniziali».

Incarico di un anno, scaduto proprio ora. Ma che potrebbe essere riaffidato al consigliere Montesu, considerato che il tempo non ampio non ha consentito di esaminare le vicende costruttive del Centro polifunzionale di via Roma e del Mercato civico di piazza Mameli. Mentre è stato chiuso l’esame riguardo agli interventi (con espropri) per la viabilità a fianco dell’asse attrezzato di via don Bosco, del progetto Pilotis a Mughina e del palazzetto dello sport.

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