Il Consorzio industriale resiste con le sue risorse
Macomer, in futuro rischia di passare sotto l'area della Sardegna centrale L'ente locale si garantisce le entrate grazie agli introiti dei servizi erogati
MACOMER. Prima o poi chiuderà anche il Consorzio industriale di Macomer e la paura è che la gestione dell’area di Tossilo passi sotto la campana gestionale dell’area della Sardegna centrale, alla quale fa capo anche Ottana. A differenza di altri consorzi Zir che chiudono in questi giorni, quello di Macomer finora si è sostenuto con risorse proprie. Provengono prevalentemente dai canoni pagati dalla società Tossilo che gestisce l’impianto per il trattamento dei rifiuti, interamente di proprietà del Consorzio, dai canoni del depuratore, anche questo di proprietà dell’organismo consortile, e dalle competenze pagate dalle imprese insediate nell’area industriale di Macomer. Un provvedimento della Provincia aveva imposto l’uso del depuratore solo per il trattamento dei reflui urbani, escludendo il trattamento del percolato della discarica di monte Muradu e altri reflui industriali causando una perdita stimata attorno ai 700 mila euro, cosa che ha creato non pochi problemi. Il tribunale delle acque pubbliche ha dato ragione al Consorzio, che aveva impugnato il provvedimento, ma resta il danno che nessuno paga. Con gli introiti per i servizi erogati, comunque, l’ente ha continuato a garantirsi le entrate necessarie per funzionare. Sta di fatto che l’organismo consortile si è retto con le proprie risorse pagando regolarmente il personale e sostenendo i costi che derivano dall’attività. Sul suo futuro, però, c’è un punto interrogativo, che grava anche sul futuro industriale di Macomer. Il depuratore prima o poi passerà alla gestione di Abbanoa, per cui verrà meno un introito importante. Abbanoa a quel punto dovrà farsi carico anche dei dipendenti addetti all’impianto, che ora sono a carico del Consorzio Zir. Ci saranno minori introiti ma anche una minore spesa. C’è poi il problema della gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti, per ora fermo perché in fase di revamping. Se la Regione dovesse scioglierlo assieme a tutti gli altri Consorzi presenti in Sardegna, si porrà il problema della gestione dell’impianto. Si è parlato di un’utility regionale per gestire quelli di Cagliari e Macomer, ma per ora è solo un’ipotesi. Come tutti gli altri, il Consorzio industriale di Macomer è in liquidazione dal 2008. Nel marzo del 2012 i Comuni di Borore e Macomer deliberarono la ricostituzione del Consorzio per la gestione e il rilancio dell’area industriale di Tossilo, ma gli assessori regionali all’Industria che si sono succeduti da allora no hanno mai risposto all’iniziativa partita dal centro Sardegna. Il Consorzio Zir di Macomer ha svolto un ruolo importante in termini di promozione industriale favorendo na nascita del polo tessile che la crisi ha cancellato. (t.g.t.)
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