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Zps all’Ortobene, ripartono le polemiche

Zps all’Ortobene, ripartono le polemiche

L’associazione Salvaguardia: «Non siamo contrari ma servono la riperimetrazione e i progetti»

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NUORO. Dopo la nascita ufficiale dell’associazione, che risale alle scorse settimane, il gruppo “Salvaguardia monte Ortobene” parte all’attacco su una questione più volte arrivata alla ribalta delle cronache: la zona di protezione speciale al Monte. E lo fa – dopo aver premesso di non essere contraria alla Zps ma di volerne, piuttosto, una riperimetrazione – partendo da uno spunto offerto dal sito internet del Comune di Nuoro. Nei giorni scorsi, infatti, l’amministrazione comunale nuorese ha “postato” sulla sua pagina web il piano di gestione della zona di protezione speciale, ma nel farlo, secondo l’associazione, ha commesso una grave dimenticanza. «Il Comune – spiegano infatti il presidente dell’associazione, Pietro Mureddu, e il vicepresidente Alberto Aretino – non ha inserito le prescrizioni, cioè otto pagine di vincoli e divieti. Si parte dalle regole agronomiche, al trekking, albergo diffuso, mountain bike, sentieri, per finire con la revisione dello studio di incidenza ambientale».

Secondo il gruppo Salvaguardia monte Ortobene, «Come ben spiega la tredicesima prescrizione: “In considerazione del fatto che il piano non è stato integrato come da prescrizioni di cui alla determinazione del servizio Savi numero 8942/242 del 20-04-2015 articolo 1 punto 2 con la predisposizione di regolamenti specifici per la disciplina delle attività di fruizione del territorio, nelle more della redazione e approvazione del regolamento si prescrive il divieto di effettuare tali attività in forma di raduno o manifestazione organizzata”».

«Non è ben chiaro – aggiungono il presidente Pietro Mureddu e il vicepresidente Alberto Aretino – a questo punto, quali eventi si possano organizzare in piena regola al monte, compresa la festa del 29 agosto al Redentore. Quello che non vogliono capire è che con questo vincolo chiamato Zps non si potrà fare più niente, o molto poco. Prima di parlare di contributi da parte dell’Unione Europea, bisognerebbe chiedersi come svincolare il monte da questo fardello voluto dalle amministrazioni passate e da lì ripartire, studiare delle soluzioni, modifiche e riportarlo al suo totale splendore».

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