Cambio tradizionale di “sa bandela” per Sant’Antonio
Nonostante il freddo pungente e la giornata lavorativa, Torpè è stata invasa lunedì da migliaia di persone che non hanno voluto perdere la suggestiva sfilata in onore di Sant’Antonio che regala...
Nonostante il freddo pungente e la giornata lavorativa, Torpè è stata invasa lunedì da migliaia di persone che non hanno voluto perdere la suggestiva sfilata in onore di Sant’Antonio che regala attraverso i carichi maestosi a forma di nave ed alti anche sette metri, l’immagine più maestosa della festa più sentita nel centro baroniese. Oltre venti compagnie in composta sontuosità hanno sciolto il voto e ringraziato per la grazia ricevuta. Al rintocco delle campane della chiesetta dedicata al santo del fuoco, si è rinnovato anche il rito sempre ricco di emozione e commozione del cambio de “sa bandela” tra la compagnia uscente “sa cricca Cisto mattanoa” e i subentranti de “Sos muros” che la custodiranno sino al 2018.
Un anno ricco di buoni propositi per onorare al massimo una consuetudine mai sopita e che rivive grazie anche alle nuove leve. Cisto mattanoa è l’orgoglio quindi di una fede cristiana e di un sentimento religioso che attraversa tutta la comunità torpeina e che dà spessore culturale identitario che riemerge in tutta la sua straordinaria bellezza.
La compagnia nata nel 2007 e che con il passare degli anni si è sempre più irrobustita di nuovi arrivi è composta da Giovanni Ladu, Gilberto e Giuseppe Giulio Flores, Francesco Sedda, Christian e Alex Addis, Martino Pala, Riccardo e Beatrice Doddo, Stefano Mangione, Fabio Mangione, Sebastiano Ladu, Fabio Addis, Sebastiano Carta, Massimo Puggioni, Leonardo Todde, Simone Pau, Danilo Pau, Antonio Ladu, Valerio Loddo, Giovanni Mangione, Ziu Giulio Nieddu (Ad Memoriam), Gabriele Ladu, Nicol, Marino, Gaia e Juri Addis, Giuseppe Ladu, Anna Chiara, Alessandro e Giulia Puggioni, Beatrice Carta. Gli entranti de Sos Muros attraversati da una forte sentimento di rispetto e nel ricordo di un loro componente scomparso tragicamente l’estate scorsa, hanno sfilato senza carico ma con il solo camioncino con il simbolo del fuoco, alcuni rami di cisto. (s.s.)
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