Il gelo blocca la prima uscita di Mamuthones e Issohadores
MAMOIADA. La neve caduta durante la giornata, almeno cinquanta centimetri, è riuscita a fermare i Mamuthones e gli Issohadores. Il 17 gennaio 2017 è una data destinata a entrere negli annali della...
MAMOIADA. La neve caduta durante la giornata, almeno cinquanta centimetri, è riuscita a fermare i Mamuthones e gli Issohadores. Il 17 gennaio 2017 è una data destinata a entrere negli annali della storia di Mamoiada. Le maschere tipiche, la cui origine qualcuno fa risalire all’età nuragica, nella giornata di Sant’Antonio che apre ufficialmente il carnevale, non hanno potuto sfilare, bloccate dalla grande nevicata. Un vero e proprio evento, forse mai successo. Nessuno, a memoria d’uomo, ricorda infatti un evento simile in paese, neanche i più anziani.
La vestizione e la prima uscita dei Mamuthones e degli Issohadores nel giorno di “Sant’Antoni e su Ou” sono due eventi che sono sempre stati ammantati da una sorta di sacralità. Il rito della vestizione, arrivato in questi anni per motivi di immagine e sicuramente di grande suggestione e richiamo, l’uscita e la sfilata e la coinvolgente danza attorno al fuoco hanno sempre rappresentato momenti quasi magici e da molto tempo sono i riti che aprono ufficialmente il carnevale mamoiadino. Ieri, invece, l’inatteso stop.
I due gruppi, quello dell’associazione culturale Atzeni-Beccoi – del quale è presidente Alessandro Gungui – e quello della Pro loco presieduta da Giuliana Gungui, hanno aspettato fino all'ultimo momento prima di decidere che era meglio rinunciare.
«La gente arrivata a Mamoiada già da giorni prima per assistere alla vestizione e alla prima uscita dei Mamuthones e degli Issohadores – ha spiegato Giuliana Gungui, visibilmente dispiaciuta – quando ha visto la grande quantità di neve che era caduta e stava continuando a cadere in paese ha pensato bene di andare via per non correre il rischio di restare bloccati. Purtroppo è andata cosi».
In piccolo, e ristretta ai soli mamoiadini più coraggiosi, la festa si è comunque svolta con alcune maschere che hanno danzato attorno ai pochi fuochi accesi, soprattutto attorno a “Su pesperu”, bendetto dal parroco don Luigino Monni.
Ma qualche giovane Mamuthone, prima di rientrare dopo la veloce danza, non ha voluto perdersi l’occasione di fare una spericolata corsa su un piccolo surf nella discesa della strada principale.
Anche questa è festa.
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