La Nuova Sardegna

Nuoro

L’inchiesta Hazzard sugli appalti truccati: in 16 davanti al Gup

di Simonetta Selloni

Il pm di Oristano ha chiesto per tutti il rinvio a giudizio Nel 2015 l’allora sindaco di Borore Ghisu finì ai domiciliari

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ORISTANO. Appalti cuciti su misura perchè gli incarichi andassero a questo o a quel progettista, sedici persone coinvolte nell’inchiesta conclusa un anno e mezzo fa e denominata “Hazzard”, come la contea del famoso telefilm. L’Hazzard in terra sarda sarebbe stata Borore, epicentro dal quale sarebbe partito il giro che un anno e mezzo fa aveva portato ai domiciliari l’ex sindaco di Borore e presidente dell’Unione dei comuni del Marghine Salvatore Ghisu, 55 anni, difeso dall’avvocato Gianfranco Siuni. Ghisu si era dimesso dall’incarico proprio dopo esser stato raggiunto dal provvedimento restrittivo. Il 20 febbraio prossimo lui e gli altri 15 imputati compariranno davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Oristano, Murru, al quale il pubblico ministero Armando Mammone ha chiesto che vengano rinviati a giudizio per reati che comprendono il peculato, falso ideologico, falso materiale, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Con Ghisu, era finito agli arresti domiciliari anche Michele Corda, geometra ed ex sindaco di Noragugume e presidente del Consorzio industriale di Nuoro, difeso dall’avvocato Massimiliano Ravenna. Il provvedimento di divieto di dimora aveva invece riguardato Antonio Contini, 37 anni, ingegnere ed ex vice sindaco di Borore (difeso dall’avvocato Massimo Delogu), Marco Contini, 48 anni, anche egli ingegnere di Macomer, responsabile dell'Ufficio Tecnico comunale di Borore (difeso dall’avvocato Siuni), e Giuseppe Mura, 59 anni di Ghilarza, segretario comunale per le amministrazioni di Borore e di Norbello, difeso dall’avvocato Piero Franceschi.

Gli altri imputati dell’inchiesta condotta dai carabinieri della Compagnia di Oristano, sono il sindaco di Nughedu Santa Vittoria, Francesco Mura (34 anni), nella veste professionale di geometra; Antonino Faedda, 51 anni responsabile dell'Area Tecnica e Lavori pubblici del Comune di Sedilo; Maurizio Salvatore Cherchi, 61 anni, agronomo di Cagliari; Renato Deriu, 54 anni, ingegnere di Selargiu; Paolo Pirri, 43 anni, geometra responsabile tecnico del Comune di Nughedu Santa Vittoria; Stefano Maoddi, 39 anni, ingegnere di Gavoi; Luciano Fenudi, 39 anni, geometra di Ottana; Gianni Alberto Nieddu, 47 anni, geometra di Sedilo, Elio Cuscusa, già responsabile dell’Ufficio tecnico dell’Unione dei comuni del Marghine, e Mario Uda, ingegnere di Oristano.

In questa vicenda, almeno sostiene la Procura, ci sarebbero stati professionisti che, pur essendo amministratori di Comuni, riuscivano a ottenere incarichi pubblici proprio nei paesi nei cui Consigli comunali erano stati eletti, o nei quali facevano gli assessori. E come ci riuscivano? Attraverso dei prestanome.

Su tutto, la regia di Salvatore Ghisu, che avrebbe così accresciuto il suo potere politico. Un’inchiesta complessa, il 20 febbraio il primo vaglio dal Gup.

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