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Nuoro

Ollolai, Gavoi e Lodine: comincia la conta dei danni nelle aziende

Lentamente va verso la normalità la situazione nei centri barbaricini di Ollolai, Gavoi e Lodine. Ora, con il disgelo è il momento della conta dei danni, ma anche di nuovi pericoli dovuti ai grandi...

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Lentamente va verso la normalità la situazione nei centri barbaricini di Ollolai, Gavoi e Lodine. Ora, con il disgelo è il momento della conta dei danni, ma anche di nuovi pericoli dovuti ai grandi accumuli sui tetti. A Ollolai le strade sono quasi tutte libere. Con alti cumuli ai lati delle vie che per ora ne permettono la circolazione solo in senso alternato. Cinque mezzi comunali, più uno dell’Ente foreste erano in azione per tutta la giornata di ieri: c’erano ancora diverse abitazioni raggiungibili solo a piedi, oltre a qualche azienda agricola che aveva l’accesso sbarrato dalla neve. Le case della parte alta del paese hanno inoltre dovuto subire il disagio per la mancanza dell’acqua della rete. Un disagio durato quindi circa 24 ore e che segue di poche ore quello per la mancanza della corrente elettrica dei giorni scorsi e che ha interessato diversi vicinati della parte alta del paese, dovuto a un guasto nella linea proveniente dal territorio di Olzai e risolto grazie all’interessamento dei tecnici dell’Enel e alla messa in funzione di un gruppo elettrogeno in via provvisoria. Si iniziano a contare i danni della tormenta anche a Gavoi: «Ci sono stati crolli nei capannoni di aziende agricole – racconta il sindaco Giovanni Cugusi – mentre molte aziende sono ancora senza energia elettrica, per queste è impossibile l’approvvigionamento idrico, e l’utilizzo delle mungitrici». I disagi continuano quindi «così come continua l’azione di pulizia di strade urbane ed extraurbane – continua il primo cottadino – Abbiamo gestito l’emergenza autonomamente ma con grosse difficoltà». A Lodine Antonio Congiu, sindaco del paese, prova a fare un bilancio della settimana infernale: «Abbiamo proceduto a deliberare lo stato di calamità naturale – spiega il primo cittadino – abbiamo avuto danni ingenti, soprattutto alle strutture comunali, ma anche alle case private. Ce la siamo cavata con i volontari, con i mezzi dei pastori e delle imprese di Lodine».

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