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Nuoro

Il Centro polivalente di Posada spazzato via dal vento

di Sergio Secci
Il Centro polivalente di Posada spazzato via dal vento

POSADA. Le piogge e soprattutto il vento di grecale del 17 e 18 gennaio hanno provocato ingenti danni in tutto il territorio comunale di Posada. Il crollo delle due pareti laterali del campo...

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POSADA. Le piogge e soprattutto il vento di grecale del 17 e 18 gennaio hanno provocato ingenti danni in tutto il territorio comunale di Posada. Il crollo delle due pareti laterali del campo polivalente, lo smottamento della collina adiacente le scuole elementari e gli allagamenti delle campagne sono gli episodi più evidenti dell’ondata di maltempo. Per fortuna, gli argini del fiume che hanno tenuto consentendo alla piena (730 metri cubi al secondo nel momento della massima piena) proveniente dalla diga di Maccheronis di sfociare liberamente in mare. Il Comune si è visto costretto a dichiarare un nuovo stato di calamità naturale che va ad aggiungersi a quello redatto a fine dicembre.

«L’evento piovoso – spiega il sindaco Roberto Tola – ha avuto una portata idraulica di molto superiore a quella che le canalizzazioni esistenti possono assorbire, causando l’innalzamento del livello dell’acqua rispetto al piano stradale con gravi danni ad opere ed impianti. In particolare il centro polivalente di proprietà comunale è stato danneggiato da una tromba d’aria di forte intensità che ha distrutto le due pareti laterali e danneggiato la struttura sovrastante in policarbonato». Nei giorni scorsi, sono arrivati a Posada i responsabili dell’impresa che aveva eseguito i lavori di ricostruzione e che doveva consegnare l’impianto al comune e nei prossimi giorni, saranno stimati l’importo dei da anni e i tempi del ripristino. Le forti piogge hanno anche causato frane e smottamenti, danni alle coltivazioni agricole e distrutto aziende produttive. La ricognizione e la quantificazione dei danneggiamenti arrecati al patrimonio pubblico e privato è ancora in corso ma nel frattempo, la giunta comunale ha deliberato lo stato di calamità naturale per gli eccezionali eventi atmosferici richiedendo un contributo economico alla Regione.

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