La Nuova Sardegna

Nuoro

Operaio morto sul lavoro parlano i testi della difesa

di Valeria Gianoglio

Alle battute finali il processo per la tragedia a Pratosardo: vittima Ottavio Rana L’udienza riprenderà a fine marzo, in quella data ci sarà anche la sentenza

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Il giorno dell’incidente? Io ero già andata via dall’azienda, a Pratosardo, poi mi hanno richiamato per avvisarmi. Sono rientrata e ho visto l’ambulanza: mi hanno detto che Ottavio Rana era caduto dalle forche del muletto. Era assolutamente vietato farlo, Giovanni Pilatu era molto attento alla sicurezza sul luogo di lavoro: diceva sempre “Non voglio finire sui giornali”». Con l’audizione degli ultimi testimoni della difesa, ieri mattina, è arrivato alla fase finale il processo per la morte di Ottavio Rana a causa di un incidente sul lavoro all’interno della ditta Pittagi srl, che produceva buste, scatole e imballaggi nella zona industriale di Pratosardo.

Rana, 47 anni, nato a Orgosolo ma da tempo trapiantato a Mamoiada, secondo quanto era stato ricostruito dall’accusa e dai primi che erano intervenuti sul luogo dell’accaduto, era caduto, invece, intorno alle 16 di martedì, all’interno del capannone della Pittagi, stava sistemando alcuni rotoloni di carta. Per infilarli in qualche scomparto del magazzino Rana era salito sulla pedana del carrello elevatore. Poi si era sbilanciato ed era caduto a terra. L’operaio aveva fatto un volo di circa due metri e mezzo e aveva sbattuto la testa al pavimento in modo così violento da fargli perdere subito i sensi. Era morto dopo diverse ore, nonostante gli sforzi e il grande impegno dei medici del San Francesco. La Procura di Nuoro, dopo i rilievi della polizia, aveva iscritto nel registro degli indagati il direttore generale dello stabilimento Pittagi, Giovanni Pilatu, e un dipendente, Francesco Angioi, che poi sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo e sono difesi da Basilio Brodu e Giuseppe Malandrino. Ieri mattina, dunque, davanti al giudice monocratico sono stati sentiti gli ultimi testimoni della difesa. Tra gli altri ha deposto anche Giusi Mascia, che all’epoca dei fatti era responsabile dello stabilimento di Pratosardo che aveva circa 20 dipendenti. Rispondendo alle domande dell’avvocato Basilio Brodu, la teste ha raccontato che «a ogni lavoratore, quando veniva inserito in azienda, veniva data una scheda di inserimento dove erano contenuti il regolamento, le note sulla sicurezza, i comportamenti vietati e consentiti». Secondo la difesa, in sostanza, all’interno dell’azienda erano stati messi in atto tutti i dispositivi legati alla sicurezza. L’accusa, e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Angelo Magliocchetti, sono di tutt’altro parere. «Rana era stato formato anche per svolgere mansioni diverse da quelle per le quali era stato assunto? Era stato formato anche per usare il carrello elevatore?» chiede il pm. «Non ricordo – risponde la teste – in ogni caso i dipendenti a volte ricoprivano anche altre mansioni». Il processo riprenderà alla fine di marzo con la discussione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative