La Nuova Sardegna

Nuoro

Il legale di Deledda: «Sospeso per 18 mesi, non si torna alle urne»

L’avvocato Ivano Iai fiducioso sul ritorno in carica del sindaco Prosegue l’inchiesta sulle firme false per le liste elettorali

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NUORO. «Dionigi Deledda è sospeso temporaneamente, non è decaduto dalla carica di sindaco di Orgosolo», dice l’avvocato Ivano Iai, legale del primo cittadino su cui pende il divieto di dimora nel paese che amministra e ora il provvedimento di sospensione dalle funzioni di sindaco in base alle legge 235 del 2012, la cosiddetta legge Severino. «Nessuna norma – continua Iai – impone la decadenza dall'ufficio e, dunque, la cessazione anticipata del mandato elettorale. Anzi, la sospensione non può protrarsi oltre il periodo di 18 mesi dall'applicazione della misura cautelare, tanto che, trascorso detto periodo l'eletto, nel nostro caso il sindaco, riprende l'esercizio del mandato». Non si può parlare di nuove elezioni a Orgosolo, secondo il legale, «perché nessun sindaco, nessuna giunta e nessun consiglio sono decaduti».

Prematuro dunque, secondo l’avvocato di Deledda, ipotizzare elezioni anticipate a Orgosolo, perché le funzioni del primo cittadino potranno essere svolte dalla vice sindaca Salvatora Podda almeno sino al 20 luglio 2018, appunto 18 mesi dopo (limite della sospensione fissato dalla legge Severino) il provvedimento appena emesso dal vice prefetto vicario reggente Vincenzo D’Angelo. Al momento non si parla ancora di scioglimento anticipato del consiglio, dunque, benché la legge sul riordino degli enti locali del 2000 veda al centro dell’azione amministrativa proprio la figura del sindaco indicato dai cittadini attraverso il voto e stabilisca il ritorno alle urne in caso di dimissioni o di sospensione definitiva del mandato.

In realtà La Nuova Sardegna nel riportare la notizia della sospensione di Deledda ha sostenuto che lo scioglimento del consiglio comunale e dunque il ritorno al voto è uno degli scenari possibili della situazione che si è creata a Orgosolo. L’altro è che la vice sindaca Podda continui, come ha fatto nelle ultime settimane, ad amministrare il paese almeno sino a quando non si chiarirà la vicenda giudiziaria che vede al centro Deledda (l’inchieste sulle firme false nella presentazione delle liste elettorali) e che ha determinato nei suoi confronti il divieto di dimora (deciso dal gip del tribunale di Nuoro) e la sospensione temporanea dalla carica (decreto della Prefettura). Il fatto è che la vicenda delle liste elettorali non è l’unico problema con la legge che l’amministrazione Deledda deve affrontare, visto che sullo stesso sindaco (e su esponenti della maggioranza, tra cui in qualche caso la vice sindaca) pendono altre inchieste per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio o è in corso il processo. Tali da far emergere secondo alcuni osservatori l’eventualità – ma è soltanto un’ipotesi – della rimozione discrezionale del sindaco in base legge 267 del 2000 sul riordino degli enti locali dove si fa esplicito riferimento alla “persistente violazione delle norme di legge”.

Per la vicenda che ha portato alla sospensione di Deledda ci sono al momento 37 indagati con l’accusa di favoreggiamento personale più l’ex segretario comunale Gloria Fiore, accusata al pari del sindaco di falso ideologico, anche lei sospesa da parte della Prefettura di Nuoro dopo il divieto di dimora a Orgosolo deciso dal gip del tribunale di Nuoro. (p.me.)

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