Tempi lunghi per riattivare la ferrovia Nuoro-Macomer
Le complicazioni burocratiche rallentano il reclutamento degli addetti ai passaggi a livello Proteste degli utenti per l’inadeguatezza dei mezzi utilizzati per il servizio sostitutivo
MACOMER. La ripresa dell’esercizio ferroviario sulla linea Macomer-Nuoro non si annuncia imminente. I tempi di reclutamento degli assuntori ai quali sarà affidato il controllo dei passaggi a livello non saranno brevi, anche perché sarà necessario formarli e perché stanno emergendo altri problemi. La mancanza della ferrovia si è fatta sentire nei giorni della neve, quando le corse automobiliste sostitutive sono rimaste bloccate e i pendolari sono stati costretti a rimanere a casa o non hanno potuto fare rientro da Nuoro. Intanto pare che il blocco del servizio potesse essere evitato. Sembra infatti che le ferrovie secondarie sarde fossero escluse dal provvedimento del ministero dei Trasporti che imponeva l’applicazione di rigorose norme di sicurezza per evitare il ripetersi di incidenti come quello accaduto tra Andria e Corato nel mese di luglio dell’anno scorso. Nell’allegato al decreto del ministero dei Trasporti del 5 agosto scorso che impone le misure di sicurezza, infatti, non figurano le linee ferroviarie «isolate» della Sardegna, ma solo quelle che ricadono sotto il controllo dell’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, che però non ha alcuna competenza sulle linee ferroviarie isolate della Sardegna gestite dall’Arst. Una circolare firmata dal direttore generale del ministero, in analogia ai provvedimenti attuati sulle altre reti ferroviarie, estende il provvedimento a tutte le ferrovie secondarie, comprese quelle sarde. In poche parole, le linee ferroviarie secondarie della Sardegna, delle quali la esclusiva proprietà, la gestione e l’utilizzo sono in capo alla Regione Sardegna (paga tutto la Regione) e per le quali l’Ansf non ha alcuna competenza (ai fini della sicurezza è competente l’Ustif), sono state chiuse perché un direttore generale, che non ha nessuna competenza in materia legislativa, ha deciso l’estensione in analogia a due provvedimenti legislativi che non riguardavano la Sardegna e le sue linee ferroviarie del trasporto locale. La tratta, intanto, resta chiusa con disagi enormi legati alla qualità dei mezzi con i quali si fanno le corse sostitutive (in alcuni ci piove dentro) e i ritardi (oltre ai disagi per il fatto che qualche paese viene bypassato) lamentati da chi viaggia tutti i giorni. In attesa del sistema di controllo a distanza del traffico ferroviario, si mette una pezza reclutando nove assuntori che controlleranno altrettanti passaggi a livello. Sono stati selezionati con una estrazione, poi dovranno essere sottoposti a visita medica, a colloquio e preparati per vigilare su attraversamenti ferroviari dove non ci sono neppure le sbarre. Bastano none o ne servirebbero 18 per vigilare anche l’altro lato della strada? E se qualcuno si ammala, chi lo sostituirà? Il compenso per coprire un arco orario che va dalle 6 del mattino alle 20 di sera è di 652 euro netti. Per arrivare ai passaggi a livello bisogna usare il mezzo proprio. In alcuni casi il compenso non copre i costi. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
